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:: Riserva Naturale Orientata Zingaro

La riserva ha due ingressi: uno da Scopello e l’altro da San Vito Lo Capo. Per chi parte da Palermo: imboccare l’autostrada A29 (PA-TP) e uscire allo svincolo di Castellammare del Golfo, quindi proseguire sulla SS 187 in direzione Trapani, dopo circa 4 km imboccare la strada per Scopello. Giunti in località Guidaloca, proseguire e superare la Tonnara di Scopello. Si arriverà ad uno spiazzo destinato a parcheggio, dove si trova un tunnel roccioso. Da qui la segnaletica dell’ente gestore aiuterà il visitatore ad orientarsi nella riserva. Nei pressi si troverà il Centro visitatori e l’area attrezzata di Cala Mazzo di Sciacca. Chi volesse raggiungere la riserva da San Vito, dovrà proseguire sulla SS 187 fino al bivio per San Vito Lo Capo, raggiungere la fine della strada asfaltata e proseguire a piedi, sullo sterrato, il cui inizio è a 500 metri dalla Tonnarella dell’Uzzo.

Per chi parte da Trapani: imboccare l’autostrada A29 (TP-PA) e uscire allo svincolo di Castellammare del Golfo, da qui proseguire secondo lo stesso itinerario sopra descritto. Per raggiungere la riserva dall’ingresso di San Vito Lo Capo: se proveniente da Trapani o Palermo dovrà imboccare la SS 187 fino al bivio per San Vito Lo Capo. Dal paese seguire le indicazioni per la Tonnarella dell’Uzzo e la segnaletica per la riserva. Lo Zingaro è un vero paradiso della natura per la grande varietà di ambienti naturali presenti sui suoi 1.600 ettari.

La costa si apre sul mare con muraglioni calcarei alti e frastagliati, interrotti da calette, anfratti rocciosi e grotte. L’altitudine delle sue vette varia dai 610 m s.l.m. di Pizzo Passo del Lupo ai 913 di Monte Speziale. Partendo dal livello del mare, e proseguendo in risalita sino alle vette più alte, si incontrano diversi tipi di ecosistemi, tutti estremamente significativi: i trottoirs a Lithophyllum e a Vermetus sul livello del mare; gli ambienti rupestri; le praterie; la gariga ad arbusti dominata dalla palma nana; i radi frammenti di vegetazione arborea caratterizzata da lecci o sughere; le grotte terrestri e marine; i piccoli ambienti umidi di contrada Acci; agli ambienti di forra; le praterie ad ampelodesma; i pendii scoscesi e le pietraie. Qui vivono circa 600 specie vegetali, di cui ben 40 endemiche e nidificano 39 specie di uccelli, compresa la ormai rara aquila di Bonelli (vedi box): proprio un paradiso naturale! Sino a tempi non molto lontani, lo Zingaro era popolato da contadini; oggi, al posto delle colture abbandonate troviamo praterie steppiche: vaste distese erbacee che dominano sul paesaggio interrotte da aree a gariga, caratterizzate da bassi arbusti tra cui spicca la palma nana che arriva ad assumere portamento arboreo (vedi box) e che si insedia soprattutto nelle zone basse di Pizzo Passo del Lupo e nelle frange iniziali di contrada Sughero.

La Flora

Nella riserva sopravvivono radi lembi di vegetazione arborea costituita soprattutto da lecci (sulle pendici settentrionali di Monte Passo di Lupo e, in piccoli nuclei, nelle contrade Acci e Uzzo, a Pizzo dell’Aquila e Cala del Varo): a questi alberi troviamo associati l’orniello, l’asparago pungente, il pungitopo, alcune piante lianose come il tamaro, lo stracciabrache, la robbia selvatica e l’edera, oltre al ciclamino primaverile, alla bellissima rosa peonia e ad alcune piccole felci. Le querce da sughero rappresentano una vera curiosità ecologica perché normalmente non si insediano su suoli calcarei e si trovano sulle pendici meridionali di Pizzo Candela e contrada Uzzo tra i 50 e i 400 m s.l.m. In questi piccoli ambienti umidi vegetano diverse specie erbacee tipiche: la lisca a foglie strette, la carice ispida, il giunco tenace, il sedano comune e d’acqua e l’orchide acquatica. Allo Zingaro si trovano anche forre, cioè ambienti molto simili a quelli delle rive dei corsi d’acqua stagionali, che ospitano la tipica flora ripariale formata dal salice pedicellato, dall’olmo canescente, dal trifoglino palustre, dall’agno-casto, dalla canna domestica e dal giunchetto meridionale. La palma nana è l’unica palma spontanea siciliana, relitto di epoche in cui il clima era tropicale (prima dell’ultima glaciazione).

Normalmente è presente in forma arbustiva, ma in condizioni particolarmente favorevoli (come avviene allo Zingaro) può assumere portamento arboreo. E’ caratterizzata dal fatto che dal tronco si dipartono fronde palmate, grandi lamine a forma di ventaglio suddivise in segmenti detti “lacinie”. Il segmento di innesto (picciolo) di ogni fronda è lungo e robusto e dotato di aculei ricurvi. Il tronco è formato da fibre e scaglie legnose che rappresentano gli innesti delle fronde degli anni precedenti.   

continua >>>

 
 

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