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Monte Cofano è un
promontorio formatosi per il sollevamento di
imponenti depositi calcarei marini nel periodo
del Triassico: i numerosi fossili di animali che
hanno contribuito a costituire l’impalcatura di
questa montagna alta 659 m s.l.m.. Sono rocce
carbonatiche (calciti, aragoniti e dolomie)
tipicamente carsiche. Monte Cofano, infatti,
presenta rilevanti tracce di modellamento
dell’acqua non solo sulla sua superficie
(scanalature, karren, vaschette di corrosione e
solchi di dimensioni varie, doline e
inghiottitoi nei tavolati calcarei), ma anche in
profondità: nella sola area di Custonaci,
infatti, sono state studiate ben sedici cavità
che si presentano ricche di concrezioni, di
depositi e con speleotemi (figure bizzarre
create dalla deposizione del calcare) di varie
forme e colori.
Tre
sono gli abissi più significativi della riserva:
l’Abisso del Purgatorio, l’Abisso delle Gole (al
suo interno la Saletta dei Funghi mostra
concrezioni calcaree a forma di fungo e piccole
vaschette contenenti cristalli di calcite) e la
Grotta di Monte Cofano I (profonda 140 m,
interessanti le formazioni calcaree presenti
nella Sala del Fantasma). La natura calcarea del
monte determina tutta la sua morfologia: le
guglie rocciose delle aree più elevate, i ripidi
muraglioni costieri, le pendici meridionali che,
sbrecciandosi, danno origine ad una spessa
coltre di sedimenti che si accumula alla base
del monte formando i cosiddetti ambienti di
breccia.
Un cenno a parte va fatto per
l’ambiente umido effimero: la pozza che si trova
alla base del versante sud orientale di Monte
Cofano, all’altezza di 247 m s.l.m..
Si tratta
di una piccola depressione carsica che si
riempie periodicamente d’acqua: in primavera la
sua superficie si colora delle bianche corolle
del ranuncolo di Baudot, mentre in estate,
quando il livello si è abbassato di molto, la
lenticchia d’acqua prende il predominio,
ammantando di verde la sua superficie.
Sui
margini esterni sono presenti i rizomi del gramignone natante. Sulle pietraie e sui pendii
ripidi e scoscesi molte piccole specie di
rettili (lucertola siciliana, ramarro, geco,
emidattilo, gongilo ocellato) e serpenti come il
biacco e la vipera.
Molte le orchidee, sia ofridi, i cui petali richiamano alla vista forme
d’insetto, che orchidi dalle fioriture più
fragili e meno vistose.
Riserva Naturale Orientata Regionale Saline di
Trapani e Paceco
Istituita
con decreto dell’Assessore Regionale Territorio
e Ambiente n.257 dell’11 maggio 1995, Riserva
Naturale Orientata Regionale Saline di Trapani e
Paceco è stata affidata in gestione
all’Associazione Italiana per il WWF. Il sito
costituisce una delle più importanti aree umide
costiere della Sicilia occidentale; occupato in
gran parte da saline coltivate in maniera
tradizionale, con pantani e campi coltivati in
aree marginali, le sue valenze biologiche sono
plurime, interessando aspetti faunistici
(uccelli, pesci, artropodi), floristici,
vegetazionali.
A queste valenze si aggiungono
quelle paesaggistiche, etno-antropologiche,
architettoniche, storiche.
Riserva naturale marina Isole Egadi
Comprende
l'arcipelago delle isole Egadi formato da tre
isole: Favignana, la più grande con una
superficie di 33 kmq, Marettimo con superficie
di 12 kmq e Levanzo con 10 kmq e alcuni isolotti
e scogli quali l'isolotto di Formica con lo
scoglio di Maraone e lo scoglio dei Porcelli. La
zonazione dei popolamenti vegetali nell'infralitorale
e nelle tre isole maggiori é influenzata
soprattutto dalla natura del substrato. La
frangia dell'infralitorale é caratterizzata
ovunque da Cystoseira stricta ad eccezione di
alcuni biotopi a Marettimo, in cui questa é
sostituita da Cystoseira mediterranea e da
Cystoseira elegans.
Sono presenti inoltre,
estese praterie di Posidonia oceanica che
coprono la maggior parte dell'area sommersa
dell'arcipelago.
Notevole varietà di popolamenti
animali dovuta al dinamismo delle acque, alla
profondità e alla natura del substrato.
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