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Circondata da prati troviamo poi la grotta dei
Santi ("u rutti e Santi") di età
cristiano-bizantina.
Visitabile è la chiesa di
San Pancrati (Sammaracati) e nell'area
sottostante la grotta della Signora ("u rutti a
signura"). Proseguendo e possibile visitare
altre grotte come quella di San Nicola e di
Santa Maria, ricche di pitture rupestri.
Particolarmente curioso e il gruppo di catacombe
del V secolo detto Larderia.
Il Parco della
Forza, verso il lato sud della cava, è un
complesso rupestre molto interessante,
arricchito da monumenti quali il palazzo
Marchionale, l'adiacente chiesa delI'Annunziata
e, nel lato est, le rovine di un castello. In
posizione scenografica, esso venne concepito
come castello di difesa, poi ampliato e
arricchito di merlature. Lasciata Cava d'Ispica
si riprende la statale 115 (6 km) e si prosegue
fino a Ispica (33 km da Ragusa; 14 629 abitanti;
170 m slm; CAP 97014; prefisso tel. 0932). La
cittadina domina il mare da un'altura ed e
un'interessante stazione preistorica per i
ritrovamenti archeologici. Anche da qui è
raggiungibile il Parco archeologico della Forza
tramite le scale scavate nelle roccia, dove sono
visibili tracce degli affreschi del periodo
bizantino. II paese, ricostruito dopo il 1693,
presenta una pianta molto regolare. Da vedere la
chiesa Madre, il palazzo Alfieri, il palazzo
Bruno di Belmonte in stile liberty, il monumento
ai Caduti e la chiesa di Santa Maria Maggiore,
il cui sagrato e circoscritto da una singolare
cancellata in ferro battuto. Imboccato corso
Garibaldi possiamo invece ammirare la chiesa
dell'Annunziata e il suo ciclo di stucchi di
grande importanza. Da Ispica , dirigendosi verso
la costa, dopo soli 8 km si raggiunge Pozzallo
(33 km da Ragusa; 17 176 abitanti; 20 m slm; CAP
97016; prefisso tel. 0932), centro marino e
peschereccio, noto per la produzione di carrube,
esportate anche all'estero.
Ai tempi della
Contea di Modica, per via della costruzione di
un caricatore per l'esportazione del grano,
divenne particolarmente importante sotto il
profilo economico. Interessante e la torre fatta
erigere dal conte Bernardo Cabrera a protezione
delle incursioni dei pirati.
Da
notare il palazzo Comunale e la chiesa Madre.
Alle spalle della torre si trova palazzo Musso,
del 1926, con elementi in stile liberty. Merita
una sosta villa Tedeschi, di fine Ottocento.
Intorno al paese sopravvivono alle bonifiche
alcuni stagni salati (i pantani Gariffi,
Longarini e Cuba), tappa degli uccelli migratori
verso l'Africa, e paradiso per gli appassionati
di bird watching. Da Pozzallo possiamo
continuare luogo il mare alla volta di Marina di
Modica e quindi Sampieri, per poi puntare verso
I'interno e, in una grande vallata tra colline
rocciose, arrivare a Scicli (24 km da Ragusa; 25
255 abitanti; 106 m slm; CAP 97018; prefisso
tel. 0932), con un centro storico di particolare
interesse.
Un tempo dominio arabo (864), passò
poi in mano normanna, cosi come ricorda il
santuario della Madonna delle Milizie. La visita
del centro può iniziare da piazza Italia dove,
oltre a bei palazzi settecenteschi, sorge la
chiesa di Sant'Ignazio, in stile barocco, ricca
di stucchi dorati e affreschi.
Da
sottolineare la Madonna delle Milizie, un'opera
in cartapesta rappresentante la lotta contro i
Saraceni. Passiamo poi alla chiesa di San
Bartolomeo del XV secolo, il cui interno ci
permette di ammirare un presepe ligneo del 1573
ma rinnovato in epoca successiva. Palazzo Beneventano risulta essere uno dei monumenti
barocchi piu significativi dell'intero Ragusano.
Da ricordare sono anche il complesso monastico
dei Carmelitani, risalente al 1386, e la chiesa
di Santa Maria La Nova in stile neoclassico ma
risalente al XV secolo. Altre chiese sono quelle
di San Matteo, molto suggestiva, e della Croce.
Da Scicli infine, facendo tappa al convento
della Madonna delle Milizie, raggiungiamo ancora
il mare per incontrare Donnalucata, grazioso
paesino di pescatori.
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