|
<<< segue
RAGUSA, MODICA, CAVA D'ISPICA,
ISPICA, POZZALLO, SCICLI
Partendo
da Ragusa lungo via Risorgimento e imboccando la
statale 115, dopo 14 km si arriva a Modica (51
073 abitanti, 296,m slm; CAP 97015; prefisso
tel. 0932). E' fra le citta' piu' pittoresche
della provincia, posta su alcuni speroni degli
Iblei meridionali, e solcata da due torrenti che
hanno scavato profonde gole, to lanni Mauro e il
Pozzo dei Pruni. E' divisa in due nuclei urbani:
Modica alta, inerpicata sugli speroni rocciosi,
e Modica bassa, disposta sulla valle formata dai
due torrenti, ora coperti da poderose volte,
sulle quali scorrono le due strade piu'
importanti della citta'. Anche se Ragusa e' il
capoluogo della provincia e il centro
amministrativo piu' importante, Modica e' la
citta che ha dato il nome alla contea, che
comprendeva gran parte dell'attuale provincia,
inclusa Ragusa, diventando cosi' potente sotto i
Chiaramonte e i Cabrera da costituire uno stato
dentro lo stato.
L'abitato
si trova a un'altezza di poco inferiore ai 300 m
e ora la citta si
e'espansa anche su altri speroni: la Sorda,
Monserrato, la collina dell'Idria. Modica giace
entro tre valli the formano una gigantesca Y,
the si prolunga fino al ponte Guerrieri, che con
i suoi 130 metri e' fra i piu' alti d'Europa.
Con I'arrivo dei Greci, gli indigeni ne
assimilarono gli usi e i costumi, fondendosi
gradualmente con loro. Di questo periodo sono
state ritrovate numerose tombe nei dintorni e in
modo particolare a Cava d'Ispica. Il primo
nome della citta fu Motyca o Motice, costituendo
sicuramente un importante centro, a giudicare
dalle numerose tombe rinvenute nel suo
territorio. Tracce ai margini della citta' e
dentro il perimetro urbano testimoniano la
presenza dell'uomo nel periodo della civilta di
Castelluccio (XX-XV secoli a.C.). Dopo
l'occupazione
dei Greci, diventa territorio dei Romani e poi
dei Bizantini (IV secolo d.C.), che costruiscono
intorno alla citta' una cinta muraria. Con la
conquista degli Arabi nell'844-845 Modica ha un
profondo cambiamento nello sfruttamento delle
risorse agricole, facilitato anche dalI'introduzione
di nuovi sistemi d'irrigazione.
Con l'invasione
normanna del 1091, la citta', proprio per la sua
posizione strategica, assurge al massimo
splendore. Alla dominazione degli Angioini e dei
Modica, segui quella degli Aragonesi. Capitale
di contea con Pietro I d'Aragona, ne furono
successivamente signori i Chiaramonte, i Cabrera
e gli Henriquez-Cabrera, che contribuirono con
lasciti, offerte e donazioni al sorgere di
chiese, conventi, monasteri e collegiate.
Infatti, da un conto fatto in base alle rovine e
ai documenti storici, Modica contava fino al XVII secolo circa un centinaio di chiese, un
numero elevato se considerato in rapporto al
numero di abitanti.
Il
territorio della contea, nel periodo di massima
estensione (XV secolo), coincide in gran parte
con I'odierna provincia di Ragusa. Dopo il
terremoto del 1693, la ricostruzione, nello
stesso luogo, viene operata in particolare lungo
I'asse di viale Regina Margherita e ai due lati
dell'attuale corso Umberto I. Le nuove
disposizioni territoriali spingono la citta
verso la parte piu' bassa, che durante il XIX
secolo subisce un cambiamento della sua
struttura urbanistica. II corso Umberto I
diventa asse principale della citta', con la
progressiva concentrazione delle attivita ai
suoi lati. Una visita della citta', alla ricerca
delle testimonianze artistiche custodite nelle
numerose chiese e in alcuni edifici civili, deve
prevedere due itinerari, uno attraverso Modica
bassa e uno attraverso Modica alta.
Chi lo
desidera può riservare un po' di tempo anche a
un giro extracittadino, per conoscere le
frazioni di Frigintini, Marina di Modica. Da
Modica ci spostiamo ora a Cava d'Ispica lungo
una vallata the corre verso il mare per 13 km,
scavata nella roccia calcarea. II termine "cava"
è legato alla particolare e suggestiva
conformazione del tavolato Ibleo, caratterizzato
da moltissime gole profonde, talune con pareti a
picco.
Cava
d'Ispica è un luogo molto interessante per lo
studio dell'evoluzione dei primi insediamenti
umani: ne restano preziose testimonianze nelle
abitazioni del periodo neolitico, greco,
bizantino, cristiano e medievale. Molte sono
anche le necropoli sicule e bizantine e le
catacombe cristiane. Questa "citta delle
caverne" si compone di tre parti: la parte di
nord-est, presso il Mulino Cavallo; la parte di
sud-est, luogo rupestre dell'antica Spaccaforno
(antico nome di Ispica); la parte mediana tra il
convento di Santa Alessandra e il vallone di
Lavinaro. Cominciamo la nostra visita a nord, in
Contrada Baravitalla, dove si suppone sia
esistito un antico villaggio.
Interessante è la
Necropoli del villaggio, con numerose tombe.
continua >>>
|