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ITINERARIO RAGUSA,
CHIARAMONTE GULFI, MONTEROSSO ALMO, GIARRATANA
Partendo
da Ragusa, in direzione nord, dopo aver deviato
dalla statale di circa 15 km, ci indirizziamo
verso Chiaramonte Gulfi (19 km da Ragusa; 8424
abitanti; 668 m slm; CAP 97012; prefisso tel.
0932). Ancor prima di entrare in paese notiamo
il santuario della Madonna delle Grazie,
circondato da un'invitante pineta. Il nucleo
originario di Gulfi risale ai secoli XII-X111,
venne distrutto dagli Angioini e ricostruito
successivamente dai Chiaramonte. Alla struttura
medievale fa riscontro uno stile architettonico
tipicamente barocco, a seguito della
ricostruzione post-terremoto. In piazza Duomo
visitiamo la chiesa Madre di Santa Maria La
Nova, in stile barocco. Poco distante c'e' la
chiesa di San Filippo con la cappella del
Rosario. L'arco dell'Annunziata, unica porta
superstite, ci permette di avere un piacevole
scorcio della chiesa di San Giovanni. In
direzione nord, a circa tre chilometri di
distanza, troviamo il santuario di Gulfi, unico
edificio rimasto dell'originario centro, dove si
venera la Madonna di Gulfi. Lasciamo ora
Chiaramonte alla volta di Monterosso Almo (24 km
da Ragusa; 3503 abitanti; 691 m slm; CAP 97010;
prefisso tel. 0932), grazioso centro agricolo
distrutto dal terremoto del 1693 e ricostruito
nella parte piu alta del monte. E' il paese piu
alto e piu' a nord dell'intero Ragusano. Abitato
fin dai tempi preistorici da popolazioni sicule,
come molti altri centri della provincia risulta
essere di particolare interesse archeologico:
oltre alla necropoli di Calaforno sono stati
rinvenuti l'abitato di Monte Casasia e, nelle
vicinanze, le cosiddette grotte dei Santi, con
affreschi bizantineggianti. Iniziamo la nostra
visita dalla chiesa intitolata al patrono della
città, San Giovanni. Si tratta di un edificio a
tre navate con cupola e facciata barocca;
l'interno e decorato con stucchi e dotato di un
pulpito in legno intagliato.
Sulla
piazza si affacciano anche la chiesa sconsacrata
di Sant'Anna e vari altri palazzi in stile
neoclassico. Scendendo nella parte piu' bassa
del paese troviamo la chiesa Madre, monumento
nazionale, ricostruita in stile neogotico dopo
il terremoto del XVII secolo. La facciata e' a
bugnato e nell'interno, suddiviso in tre navate,
si trovano diverse opere d'arte, tra le quali un
crocifisso ligneo del XV secolo e due
acquasantiere del XII secolo. Degni di nota sono
palazzo Zacco e la chiesa di Sant' Antonio,
anch'essa monumento nazionale, che custodisce
notevoli tesori artistici, quali la grande pala
con il Martirio di san Lorenzo, il Battesimo di
Costantino e la Madonna del Carmelo. Terminata
la nostra visita nel centro possiamo fare
un'escursione alle grotte dei Denari e dei
Santi, percorrendo per qualche chilometro una
strada non asfaltata. Si tratta di antiche tombe
trasformate in abitazioni, al cui interno,
sostiene la leggenda, sarebbero stati sepolti
dei denari ritrovabili soltanto da chi e a
conoscenza di particolari rituali e formule
magiche. Altre escursioni possibili nel
territorio di Monterosso sono quelle nella zona
di Calaforno e al monte Lauro. La prima ci
permette di immergerci in un ambiente naturale
riposante e di estrema bellezza venutosi a
creare in seguito al rimboschimento del 1963; la
seconda, invece, ci conduce sul piu' alto dei
monti Iblei, in un ambiente completamente
diverso, di una bellezza selvaggia, ma
altrettanto suggestiva: dalla cima si gode di un
ampio panorama, che abbraccia l'intera
provincia.
Da Monterosso ci spostiamo ora in
direzione sud alla volta del centro di
Giarratana (34 km da Ragusa; 3411 abitanti; 520
m slm; CAP 97010; prefisso tel. 0932), I'antica
Cerretanum, il piu' piccolo centro abitato della
provincia. Situata prima del terremoto in luogo
diverso, attualmente denominato Terravecchia,
essa presenta un impianto regolare con vie
diritte e ampie, the congiungono la parte bassa
a quella alta. Dedichiamo buona parte della
nostra visita alle chiese: quella di San
Bartolomeo Apostolo, quella di Sant'Antonio
Abate e la chiesa Madre.
La
prima, del XIII secolo, e un tipico esempio di
barocco siciliano: I'interno, basilicale, a tre
navate, ospita stucchi e affreschi di pregevole
fattura. Scene dal Nuovo Testamento, risalenti
al 1836, si trovano nella volta della navata
centrale. La seconda, in posizione elevata,
ricostruita verso il 1748, presenta un bel gioco
di lesene e semicolonne. Anche qui, da
sottolineare la bellezza degli stucchi e di
alcune statue, tra le quali quella della Madonna
della Neve, patrona del paese. La terza, la
chiesa Madre, dal prospetto tozzo, e dalla
facciata tardo-rinascimentale, ha mura
perimetrali molto larghe. Tra le maggiori opere
dell'interno ricordiamo la pala dell'Annunziata,
del 1790, quella delle Anime Purganti, la statua
di San Giuseppe e quella in legno di San
Bartolomeo, ritrovata nella Giarratana antica.
Nella parte alta della citta possiamo vedere i
ruderi del castello del 1703. Se lasciamo
Giarratana in direzione di Palazzolo Acreide,
percorrendo una strada the sale verso il monte
Lauro, possiamo fare sosta a Casmene, la colonia
siracusana fondata nel 644 a.C., poi decaduta e
abbandonata. Scendendo verso Ragusa, si ha modo
di vedere il bacino di una diga sul fiume
Irminio, attorniata da splendidi panorami. Di
ritorno verso il capoluogo, una volta superato
l'Irminio possiamo visitare una piccola frazione
di Ragusa, San Giacomo, con la sua grande
masseria, detta Torre di San Giacomo.
continua >>>
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