|
<<< segue
La
prima città nata per iniziativa dei Greci fu
però Akray (I'attuale Palazzolo Acreide) nel 663
a.C. ai margini nord-orientali dell'altopiano
Ibleo. Poco più tardi, le fondazioni di Kasmenay
e di Camarina (598 a.C.), quest'ultima in
direzione di Gela, sono gli episodi più
significativi per la storia arcaica della
provincia di Ragusa. In seguito all'invasione di
questo territorio i Siculi dovettero ritirarsi
sugli altipiani interni, accettando per forza di
cose una coesistenza pacifica con i coloni
greci. Più difficili furono i rapporti con i
Cartaginesi che, provenendo dalle coste
settentrionali dell'Africa, avevano fondato
alcune città come Mozia, presso I'odierna
Marsala, Palermo e Solunto, prendendo possesso
della parte nord-occidentale dell'isola. Dopo
due secoli di continue lotte, nel 264 a.C.
inizia la dominazione romana, durata circa
cinque secoli, the pone fine all'indipendenza
delle città greche siciliane.
Nel 330 d.c., in
seguito alla scissione dell'impero (in Impero
Romano d'Oriente e Impero Romano d'Occidente),
la Sicilia passo sotto l'egida di Bisanzio.
Durante i cinque secoli di dominazione
bizantina, a causa della lontananza da Bisanzio,
la Sicilia rimase un po' isolata e fu soggetta a
continue scorrerie dei barbari: Goti, Visigoti e
Vandali; questi ultimi sotto Genserico
riuscirono a conquistarla, anche se ne
mantennero il controllo solo per alcune decine
di anni.
Seguirono poi gli Ostrogoti
di Teodorico fino al 535, anno in cui i
Bizantini, comandati dal generale Belisario,
decisero di difendere più efficacemente la
Sicilia dalle continue invasioni. Dopo il
rientro in patria dei Bizantini, l'isola fu ben
presto oggetto di conquista da parte degli
Arabi, the nell'827 decisero di impadronirsene
sbarcando a Mazara del Vallo e cominciando da li
l'occupazione, che fu completata nel 902.
Il dominio arabo fu diverso
dai precedenti, non solo per la tolleranza nei
riguardi dei cristiani, ma anche per
l'introduzione di nuove colture agricole,
sconosciute nell'isola: cotone, gelso, limone,
canna da zucchero, ulivo ecc., e con
l'applicazione di sistemi di irrigazione (le
saje). Gli Arabi rimasero in Sicilia per circa
due secoli e mezzo e a loro successe un nuovo
popolo, quello dei Normanni, proveniente dalla
Normandia francese (nella quale si erano
stanziati scendendo dalle loro sedi scandinave).
I Normanni furono abili nel
conciliare, con una politica di tolleranza
imprevista per quei tempi, le diverse componenti
razziali (latine, greche, arabe e normanne), ma
anche le varie componenti religiose e sociali
della Sicilia. I nuovi padroni tentarono di
sfruttare i sistemi di produzione e i commerci
promossi dagli Arabi, ma la loro amministrazione
si basava sul feudo (parte di territorio ceduta
a un nobile in nome del sovrano) e i feudi erano
assegnati ai conquistatori: si venne così a
creare la casta dei baroni, proprietari di ampi
territori, all'inizio in nome del re, poi a
titolo personale.
La Sicilia raggiunse il
massimo della prosperità con il re Federico Il
di Svevia, che, intensificando l'attività
commerciale con i paesi vicini, innescò un
processo di crescita economico, politico e
culturale dell'isola (da ricordare la Scuola
Siciliana e i suoi esponenti, raffinati
letterati, fra i quali lo stesso Federico II,
che gia poetavano in volgare aulico).
Con gli Angioini iniziò un nuovo periodo di decadenza
per la Sicilia: dopo circa venti anni di
malgoverno si sviluppo uno spirito antifrancese,
che si manifestò nell'insurrezione nota con il
nome di Vespri Siciliani, scoppiata a Palermo
(31 marzo 1282) e rapidamente estesa a tutta la
Sicilia.
I baroni siciliani, pur di allontanare
i francesi, elessero come loro re Pietro
d'Aragona.
In questo modo, pur
conservando la propria indipendenza, da quel
momento la Sicilia entro nella sfera d'influenza
della Spagna, che aveva già invaso parte del
Mediterraneo.
Nel 1415 I'isola venne inclusa nel
Regno d'Aragona: per governarla e averne
personalmente il controllo il re Ferdinando di
Castiglia mandò nell'isola suo figlio Giovanni
come primo vicerè.
Nel 1713 la Sicilia, al
termine della guerra di Successione spagnola,
con il trattato di Utrecht passò ad Amedeo di
Savoia. Il regno dei Savoia durò solo fino al
1720, quando giunsero gli Austriaci. Dal 1735 i Borboni di Spagna dominarono la Sicilia fino
all'unificazione d'Italia.
continua >>>
|