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Ad Enna, il Venerdì Santo, le
dieci principali confraternite sfilano per le
vie della città. Il pomeriggio i confratelli
incappucciati, convergono disposti su due file,
reggendo un cero o una torcia in mano, verso
Piazza Vittorio Emanuele. Ogni sodalizio, oltre
a recare il proprio stendardo e i ceri, porta i
simboli del martirio di Gesù sopra un vassoio.
Questi assumono efficacia simbolico-religiosa
soprattutto quando vengono depositati ai piedi
dell’altare del Duomo, dove i confrati hanno
portato in precedenza i simulacri di Gesù Cristo
e dell’Addolorata. Dopo avere sostato presso il
duomo gli incappucciati aspettano l’ordine di
rimettersi in marcia dietro i pesanti simulacri
che i più devoti dovranno portare a spalla per
tutta la notte dopo un lungo giro attraverso le
strette vie del centro storico.
A San Cataldo, la domenica di
Pasqua, undici grandi statue di cartapesta
(detti “Sampauluna”) intervengono nell’incontro
tra la Madonna e il Cristo risorto. Le statue
sono una per ogni apostolo tranne Giuda. Un
accompagnamento musicale molto allegro segue i
Sampauluna lungo il percorso consentendo alle
statue singolari evoluzioni, passi di danza,
inchini e giri su se stessi.
A Delia, la Passione viene
ricordata con delle sacre rappresentazioni che
costituiscono il “Martueriu”; queste comprendono
la “Spartenza”, il “Processo” e la “Condanna”,
la “Scinnenza”. Le rappresentazioni vengono
proposte con personaggi viventi. L’atto plateale
di Pilato che si lava le mani, precede il
trasferimento dello spettacolo dal palco alle
strade del paese. E’ in questo contatto diretto
tra la gente e i personaggi viventi del dramma
che la manifestazione raggiunge momenti di
grande partecipazione emotiva.
A Casteltermini, in occasione
della festa della Santa Croce (una croce lignea
paleocristiana) alla fine di maggio, si svolge
la lotta del “Tataratà”, in cui giovani armati
di sciabole simulano dei combattimenti tra
saraceni. Al termine di questo spettacolo una
lunga processione di cavalli e muli percorre la
via principale del paese tra il clamore della
folla.
Tra le altre feste si tiene a
Sommatino la festa di San Giuseppe detta “lu
tuppi tuppi”: una rievocazione in dialetto della
fuga in Egitto della Sacra Famiglia che, dopo
varie peregrinazioni, riceve ospitalità presso
un benefattore che offre cibo a tutta la
cittadinanza.
A Piazza Armerina, il 15
Agosto, si tiene il “Palio dei Normanni” in cui
i vari quartieri della città si sfidano in un
palio in costume d’epoca. A Mussomeli, il 2
settembre, si può seguire il corteo storico del
castello, una sfilata tradizionale in costume
medievale con fiaccolata.
A Campofranco, il 13
dicembre, viene organizzata la “sagra della
cuccia”, una pietanza di origine contadina a
base di frumento e ceci. Innumerevoli feste
minori si svolgono in occasione delle feste per
i patroni dei vari paesi durante tutto il corso
dell’anno e durante il periodo pasquale.
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