|
<<< segue
Il fascino
di queste miniere, nella loro pienezza produttiva, fu oggetto di
documentari cinematografici dell’Istituto Luce, riproposti dal regista
V. De Seta (autore di film come “Banditi ad Orgosolo”, “Diario di un
maestro”), nei documentari televisivi “Sulfatara” e “La Sicilia
rivisitata”, nel recente film del regista A. Grimaldi “La discesa di
Aclà a Floristella”.
A sorvegliare il lavoro della miniera, cosi come
prima sorvegliava il latifondo, il Palazzo Pennisi di Floristella,
domina l’intera vallata in cui, oggi, i resti dell’archeologia
industriale si fondono col paesaggio boschivo.
Da
Caltanissetta si può anche raggiungere la miniera di Trabia-Tallarita
posta tra il territorio di Sommatino e quello di Riesi (provincia di
Caltanissetta), lungo la strada statale detta “delle zolfare” che è
possibile percorrere per raggiungere nuovamente Racalmuto. Il bacino è
attraversato dal Fiume Salso che divide la parte spettante a Tallarita,
a sinistra, dalla parte spettante a Trabia, a destra.
Nella miniera Trabia - denominata in passato Solfara Grande - i primi lavori
estrattivi ebbero inizio intorno al 1730, presso gli affioramenti, con
mezzi e metodi rudimentali per via della poca profondità degli scavi e
l’abbondanza del materiale disponibile.
L’attività assunse, quindi,
rilevanza a partire dal 1830 con l’introduzione dei mezzi meccanici.
Nel
1904 fu costruita una linea teleferica che copriva la distanza di 10 km
esistente tra la miniera Trabia-Tallarita e Campobello di Licata, dove
era situata una stazione ferroviaria per il trasporto del materiale. Nel
1952, fu costruito un impianto di flottazione che andò a sostituire i
vecchi metodi di fusione.
Fu edificato anche un villaggio intorno alle
miniere, presso il quale vi erano la stazione dei carabinieri, l’ufficio
postale, la cappella, lo spaccio e gli alloggi per 300 dipendenti e
relative famiglie. Nel 1957, in conseguenza di una esplosione di grisou,
accadde il franamento del Pozzo Scordia: il disastro, che causò la
perdita di vite umane, portò alla necessità di abbandonare i livelli più
profondi.
Trasferito all’Ente Minerario siciliano nel 1962, il gruppo Trabia Tallarita rimase attivo sino al 1975, data della sua chiusura.
Particolarmente suggestivi sono i resti delle infrastrutture di
lavorazione, tra i quali l’interminabile sequenza dei forni Gill.
|