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Fra i complessi più significativi dell’area, la masseria Garlatti faceva capo all’omonimo feudo, uno dei più estesi della zona, insieme a Turolifi. Il complesso rurale è tipologicamente riconducibile al casale a corte aperta su un lato; ha forma rettangolare ed è costituito da un edificio principale a due elevazioni disposto sul lato maggiore a nord, da due edifici ad una elevazione ortogonali al primo, che chiudono i lati est ed ovest.

Il borgo di Turolifi sorge su una fascia del territorio siciliano che secondo gli arabi segnava il confine tra la parte occidentale e orientale della Sicilia, tra il Val di Mazara e le Valli di Demone e di Noto, costituito dall’altopiano gessoso-solfifero e dal solco dell’Imera. Questo sito costituisce un’unità territoriale dove per necessità difensive si é generato e sviluppato una specifica identità culturale e socio economica che per secoli ha influito sui centri vicini fino alle realtà insediative della costa.

Turolifi é caratterizzato dalla presenza di masserie appartenute a nobili e potenti casati del nisseno dell’età feudale. Tra queste la più significativa è quella Barrile-Turolifi, del 1400, di proprietà della famiglia Barrile dei Marsi, il casato più potente di Caltanissetta dopo i Moncada. Il feudo fu uno dei maggiori della nobile famiglia, sfruttato soprattutto per la coltivazione viticola delle zone collinari, cerealicola nelle pianure, mentre le cime delle colline erano lasciate a pascolo.

L’insediamento si sviluppa a mezza costa su un versante collinare facente parte di un sistema naturale a conca, aperto verso sud in direzione del torrente Arenella e monte Stretto. La masseria di Turolifi, come quella della vicina Garlatti, costituisce un punto panoramico verso sud da dove sono visibili Capodarso e Sabbucina, la valle dell’Imera, nel tratto di Trabonella e di monte Stretto.

La masseria ha la fisionomia di un borgo, per dimensioni e diversificazione delle parti: il nucleo é costituito dal casale a corte interna aperta nel lato sud. Ad est si apre l’entrata principale con arco a tutto sesto, sormontato dallo stemma araldico della famiglia e dalla vedetta del campiere; ad ovest è posta l’uscita secondaria in asse con la principale; sul lato nord é situata la casa padronale che spicca dal resto del caseggiato con le sue due elevazioni.

Il prospetto è stato in gran parte manomesso nei suoi caratteri originali ed in particolare nelle bucature; tuttoggi è caratterizzato da paraste a rilievo e da una balconata continua al piano padronale. Della masseria fa parte anche la Cappella, collocata a destra dell’ingresso principale, intitolata a Santa Germana e impreziosita dalla presenza di due tele seicentesche.

La masseria Turolifi è oggi sede di manifestazioni folkloristiche quali la raccolta a mano del grano, la panificazione tradizionale, e una sagra del “cuddurune” che richiama ogni anno in giugno numerosi visitatori dalle città vicine.

 
 

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