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:: Parco Letterario Leonardo Sciascia - Itinerario Contadino

Il terzo itinerario sciasciano si sviluppa all’interno dei paesaggi del centro Sicilia caratterizzati dalla presenza di suoli di natura argillosa o gessoso-solfifera che creano una successione di tavolati e modesti rilievi. Si tratta di un paesaggio fortemente suggestivo fatto di ampi pianori e dolci colline che nascondono acque, boschi, e una sorprendente successione di colture. Legato molto alla tradizione agraria è possibile trovare in esso numerose masserie, molte delle quali ancora in piena attività e di notevole interesse. L’assetto attuale è discendente direttamente dal sistema produttivo feudale del XVII e XVIII secolo. La dislocazione degli edifici rurali e le tipologie insediative sono conseguenza del tipo di produzione a carattere estensivo. La disgregazione del sistema feudale ha portato alla creazione di tante piccole proprietà contadine conseguentemente alla legge per la colonizzazione del latifondo nel periodo fascista e la riforma agraria del 1950. Questa frammentazione della proprietà ha determinato la nascita di nuove piccole e medie aziende che sono andate a creare nuovi insediamenti fino agli anni ‘60, inizio dell’abbandono delle terre.

 

Le tipologie insediative sono comunque suddivisibili in villa, masseria, roba e casa sparsa a seconda di particolari caratteristiche tipologiche. Le case rurali si sviluppavano in relazione al fondo e subivano interventi di adeguamento secondo i bisogni produttivi e abitativi.

 

La casa tradizionale contadina è comunque costituita da un impianto semplice, da uno o più fabbricati su un unico asse, oppure su due o tre lati del cortile, il quale rimane comunque l’elemento centrale del fabbricato. I nuclei su cui si basava la grande proprietà erano le masserie. Queste costituivano l’elemento primario delle abitazioni rurali ed in esse era possibile trovare salariati fissi e bracciantato stagionale.

 

Elemento caratterizzante di questa forma di insediamento è il cortile chiuso su tutti i lati e, negli esempi più antichi, un unico portale di ingresso ricavato nel corpo stesso di un edificio o come elemento di raccordo tra due corpi, sormontato dallo stemma del casato e da una guardiola.

 

Nelle masserie più piccole o recenti spesso il cortile non era chiuso su tutti e quattro i lati, ma restava comunque la disposizione a corte. Questa era spesso pavimentata con basolato o ciottoli per favorirne la pulizia.

 

 

   
   
 
(clicca sulle foto per ingrandirle)

 

L’abitazione signorile in genere era posta al primo piano dell’edificio principale ed era dotata di numerose finestre e balconi che davano sul cortile. Alcune famiglie signorili all’inizio del secolo hanno invece fatto costruire delle ville in prossimità delle masserie di cui erano proprietari. Le masserie individuate, a titolo di esempio, all’interno dell’itinerario dei luoghi sciasciani sono situate lungo il territorio che va da Caltanissetta a Racalmuto.

Nel territorio agrigentino, oltre la masseria Matrona, posta in contrada Noce, quella stessa dove Sciascia trascorreva i suoi periodi di vileggiatura e descritta anche in alcuni brani, sono state individuate anche quelle di Villanuova, Cazzola e Muxarello.

Nella zona più interna, situata tra il territorio di Mussomeli e quello di San Cataldo sono state prese in considerazione le masserie di Cioccafa, Fanzarotta e Cannitello. Un esempio di tipico borgo contadino, a pochi passi da Caltanissetta, in direzione di Sommatino, è Santa Rita.

Villa Terrapelata, invece, adiacente al ex-villaggio minerario di Santa Barbara, è una masseria oggi utilizzata come maneggio, che potrà costituire la base di partenza dei percorsi a cavallo lungo le vicine miniere di Trabonella e Gessolungo. A ridosso della valle dell’Imera, sono situate le masserie Garlatti e Turolifi.

continua >>>

 
 

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