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Salvatore Quasimodo
:: Parco Letterario Salvatore Quasimodo "La terra impareggiabile"

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Subito dopo il catastrofico terremoto del 1908 andò a vivere a Messina, dove Gaetano Quasimodo era stato chiamato per riorganizzare la locale stazione. Prima dimora della famiglia, come per tanti altri superstiti, furono i vagoni ferroviari. Un'esperienza di dolore tragica e precoce che avrebbe lasciato un segno profondo nell'animo del poeta. Nella città dello Stretto Quasimodo compì gli studi fino al conseguimento nel 1919 del diploma presso l'Istituto Tecnico "A. M. Jaci", sezione fisico-matematica. La sua vocazione letteraria si manifestò abbastanza precocemente, nonostante gli studi frequentati, diversi ed opposti a quelli classici.  A 15 anni scrisse le prime poesie e a 17 fondò con degli amici una piccola rivista letteraria. Quasimodo cominciò a lavorare a Roma, prima come disegnatore e poi come commesso. In quegli anni iniziò a studiare il greco e il latino. Nel 1926 fu assunto come geometra nel Genio Civile e, per motivi di lavoro, visse in diverse città italiane: Reggio Calabria, Imperia, Firenze, Milano (dal 1934 al 1936) e Sondrio.

 

In Liguria strinse amicizia con i letterati genovesi che proprio in quegli anni crearono i "Circoli". A Firenze, grazie al cognato Elio Vittorini, entrò in contatto con il gruppo di scrittori che gravitava intorno alla rivista "Solaria", tra cui Eugenio Montale. Proprio sulle pagine della rivista, nel 1930, venne pubblicata la sua prima raccolta di versi, “Acque e Terre”, mentre su "Circoli" nel 1932 pubblicò “Oboe Sommerso” e nel 1936 “Erato e Apòllion”, le due raccolte di Quasimodo che più si avvicinano all'ermetismo. In questo periodo iniziò anche la carriera di traduttore, sua è la traduzione dei “Lirici greci” (1940), un libro importante e originale per quegli anni che raggiunse alti livelli poetici , e più tardi tradusse anche alcune opere di Shakespeare e Neruda. L’esperienza tragica della seconda guerra mondiale lo accostò sempre più alla politica, sostenendo un’idea di letteratura ‘impegnata’. Nel 1947 uscì la sua prima raccolta del dopoguerra, “Giorno dopo giorno”, libro che segnò una svolta nella poesia di Quasimodo.

 

Nel 1954 uscì per la casa editrice Schwarz "Il falso e vero verde", un libro di crisi, con cui inizia una terza fase della poesia di Quasimodo, che rispecchia un mutato clima politico.  Dalle tematiche prebelliche e postbelliche si passa a poco a poco a quelle del consumismo, della tecnologia, del neocapitalismo, tipiche di quella "civiltà dell'atomo" che il poeta denuncia mentre si ripiega su se stesso e muta ancora una volta la sua strumentazione poetica. Seguì nel 1958 La terra impareggiabile (Mondadori, Milano), premio Viareggio. Il 10 dicembre 1959, a Stoccolma, Salvatore Quasimodo ricevette il premio Nobel per la letteratura e lesse il discorso "Il poeta e il politico", venne pubblicato l'anno dopo nell'omonimo volume (Schwarz, Milano 1960) che raccoglie i principali scritti critici di Quasimodo. Al Nobel seguirono moltissimi scritti e articoli sulla sua opera, con un ulteriore incremento delle traduzioni. Nel 1960, dall'Università di Messina gli venne conferita la laurea honoris causa; inoltre fu insignito della cittadinanza di Messina. Nel 1967 l'Università di Oxford gli conferì la laurea honoris causa.  Colpito da ictus il 14 giugno 1968 ad Amalfi, dove si trovava per presiedere un premio di poesia, morì sull'auto che lo trasportava a Napoli.

 

Gli Scenari del Parco

Modica dall'alto

Modica dall'alto

Scorcio Modica

Scorcio Modica

   

Scorcio casa Quasimodo

Scorcio casa Quasimodo

Casa natale di Quasimodo

Casa natale di Quasimodo

   

Interno di casa Quasimodo

Interno di casa Quasimodo

Vista da una delle finestre

Vista da una delle finestre

   

Torre Saracena- Roccalumera

Torre Saracena- Roccalumera

Raffigurazione Torre Saracena

Raffigurazione Torre Saracena

 
(clicca sulle foto per ingrandirle)
 
 

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