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Il
mondo minerario con le sue zolfatare e quello
contadino, fatto di masserie e borghi nel cuore
di una terra arida e assolata. La Sicilia della
mafia, dei problemi della giustizia e
dell'impegno civile. Questi aspetti della
cultura dell'isola rivivono nel Parco intitolato
a Leonardo Sciascia (1921-1989), indimenticato
autore de "Il giorno della civetta" e "A
ciascuno il suo". Simbolo e ideale crocevia del
Parco è Regalpetra, il paese "immaginario" che
fa da scenario agli avvenimenti de "Le
parrocchie di Regalpetra", opera del 1956 che
contiene tutti i temi cari all'autore.
Intitolare un parco letterario a Leonardo
Sciascia, ed eleggerne come simbolo e crocevia
la sua mitica Regalpetra, è qualcosa di più che
proporre un itinerario turistico-culturale:
equivale, cioè, a un impegno morale, ovvero a
riproporre, nel cuore assolato della Sicilia che
fu del latifondo e della zolfara, in quel centro
dell’isola che fu per Sciascia il centro del
mondo, un “teatro della memoria”, vale a dire
una rete di percorsi conoscitivi e un viaggio
nella memoria collettiva, in cui ogni tappa e
ogni toponimo riassumano un tema, un momento
storico o un nodo problematico. La città che dà
il titolo alle Parrocchie di Regalpetra è,
infatti, fin dal suo nome fittizio e composito,
il frutto dell’innesto tra la Racalmuto reale in
cui il maestro Sciascia operava e pativa,
combattendo gli spettri della miseria,
dell’ignoranza e della sopraffazione, e la
letteraria Petra dello scrittore ennese Nino
Savarese, autore dei Fatti di Petra, assunta a
simbolo d’una grande tradizione letteraria che
ha trasfigurato la Sicilia e le sue città in una
geografia dell’anima, in una trincea contro
l’omologazione, in un avamposto del pensiero
critico.
Il
Parco Letterario è suddivisibile in vari
itinerari a cominciare da Racalmuto, il paese
natale di Sciascia, dove sono visibili i suoi
luoghi d'origine, per poi proseguire a
Caltanissetta, dove trascorse la sua giovinezza
e visse esperienze fondamentali per la
formazione letteraria e civile. Qui in
particolare l'atmosfera è dominata dalle
zolfatare, tema caro a Sciascia come dimostra il
suo racconto "La paga del sabato", incentrato
sullo sfruttamento dei minatori da parte di
un'industria ormai in declino. Altri itinerari
riguardano le feste popolari e religiose che si
svolgono durante l'anno nei comuni limitrofi
alla città natale dell'autore e i percorsi fatti
in treno quando era bambino. Luoghi magici per
fare un viaggio nella memoria alla scoperta del
fascino tipico di queste terre siciliane che
tanto influirono sull'anima dell'uomo siciliano
Sciascia.
Un primo e generale itinerario è quello
ferroviario. Si tratta di due percorsi, che
congiungono, il primo, Caltanissetta, Racalmuto
e Agrigento, percorrendo così il primo viaggio
che fece Sciascia bambino; il secondo Villarosa,
Imera, Caltanissetta Xirbi e Mimiani-San
Cataldo, che attraversa i principali scali
minerari del nisseno.
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Leonardo
Sciascia, autore di grande tempra morale e
civica, fu il primo a descrivere la sua Sicilia
con estrema lucidità critica. Nato nel 1921 a
Racalmuto, un paese posto tra Agrigento e
Caltanissetta, da una famiglia di piccoli
impiegati che si differenziavano dalla maggior
parte della popolazione dedita ai pesanti lavori
delle miniere di zolfo o all’agricoltura.
Privilegiato, quindi, rispetto agli altri,
osserva ciò che lo circonda e ne diventa
narratore.
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