|
Da
marzo 2003 Elio Vittorini (1908-1966) è per
Siracusa qualcosa di più del grande scrittore al
quale ha dato i natali. Il 16 marzo, infatti, l'A.A.P.I.T.,
la Provincia Regionale di Siracusa, la
Fondazione Ippolito Nievo e l'Associazione
Culturale Pegaso hanno inaugurato il Parco
Letterario "Elio Vittorini". Con la nascita del
Parco letterario intitolato allo scrittore
profondo conoscitore della letteratura
statunitense contemporanea, il suo nome è adesso
sinonimo di "ambasciatore" nel mondo della
cultura di questa provincia, intesa nel senso
più ampio del termine. Siracusa, è la città
natale di Elio Vittorini, il Viaggio
Sentimentale "Il garofano rosso" trae
ispirazione da quei luoghi che lo hanno visto
formarsi non solo come uomo ma anche come
scrittore.
Così egli stesso definisce la sua
città: "Siracusa è una città di marinai e di
contadini costruita su un isolotto che un lungo
ponte congiunge alla Sicilia. Io vi sono nato il
23 luglio 1908 in una casa da cui ho visto
naufragare, quando avevo sette anni, un
piroscafo carico di Cinesi. C'erano bastioni a
picco sugli scogli dietro la casa e da una
parte, un centinaio di metri più in là, il
piazzale dove i contadini del rione, tornando la
sera dal lavoro dei campi, lasciavano a stanghe
per aria i loro carretti." (Elio Vittorini)
Non solo quindi riferita ai semplici scritti di
Vittorini, ma a tutto quello che di Siracusa e
di questo pezzo della Sicilia raccontano: dalle
bellezze naturali e storiche, alle tradizioni,
ai personaggi. I luoghi siracusani che fanno da
sfondo alla vita e alle opere di Vittorini sono
tappe di un viaggio sentimentale per fare una
ideale "Conversazione in Sicilia".
<<... E dietro la curva della campagna di
roccia
apparve, contro il mare,
la roccia del Duomo di Siracusa.
- Eccoci a Siracusa, - io dissi.
[...] E io scesi a Siracusa,
il posto dov'ero nato
e di dove quindici anni prima
ero partito ... >>
(Elio Vittorini, "Conversazione in Sicilia")
L'isola di Ortigia con i tesori del centro
storico, la passeggiata al Ponte Umbertino per
arrivare alla scenografica Piazza Duomo dalla
forma ellittica: un grande occhio sul cuore di
Siracusa con al centro la splendida cattedrale.
Nell'intrecciarsi degli stili architettonici
traspare la storia millenaria di Siracusa
raccontata da Vittorini.
Al Museo del Cinema,
nel palazzo nobiliare Corpaci, vengono
proiettati film ispirati ai suoi romanzi come
"Uomini e no" di Valentino Orsini del 1980 con
Flavio Bucci e Monica Guerritore.
Tutto questo è
il Parco Letterario Elio Vittorini: un percorso
tracciato seguendo la vita e le opere
dell'autore, che diventa guida preziosa per il
turista alla scoperta di Siracusa e della sua
provincia. Un itinerario dove i luoghi come li
vedeva e li viveva il grande scrittore diventano
protagonisti di una sorta di racconto che
coinvolge tutti i sensi.
Elio Vittorini, è nato a Siracusa nel 1908.
Figlio di un ferroviere e primo di quattro
fratelli, passò l'infanzia in varie località
della Sicilia seguendo gli spostamenti del
padre; poi, nel 1924, fuggì improvvisamente
dall'isola (utilizzando i biglietti omaggio cui
avevano diritto i familiari dei dipendenti delle
ferrovie) per andare a lavorare in Friuli
Venezia Giulia come edile. Manifestò la propria
vocazione letteraria precocemente collaborando,
fin dal 1927, a diverse riviste e, grazie
all'amicizia con il già affermato Curzio
Malaparte, anche al quotidiano "La Stampa". Il
10 settembre 1927, dopo una fuga architettata
per potersi sposare subito, viene celebrato il
matrimonio "riparatore" con Rosa Quasimodo, la
sorella del celebre poeta Salvatore. Nell'agosto
del '28 nascerà il loro primo figlio, chiamato,
in omaggio a Curzio Malaparte, Giusto Curzio.
Vittorini sviluppa presto il suo famoso amore
per l'America e la sua produzione artistica.
Anche se il suo rapporto con l'inglese non fu
mai completo, nel senso che malgrado lo studio
assiduo di questa lingua non riuscì mai a
parlarla correttamente ma solo a leggerla, in
quella lingua tradurrà decine di libri, che
vanno dalla opere di Lawrence a Edgar Allan Poe,
da Faulkner al Robinson Crusoe.
Questa sua
funzione di traduttore e di divulgatore della
letteratura d'oltreoceano ha giocato un ruolo
importantissimo per lo svecchiamento della
cultura e della letteratura italiana,
asfitticamente rivolta al proprio "particulare"
anche e soprattutto a causa della politica
soffocante del regime mussoliniano.
Sulla scia
di queste convinzioni e di queste influenze
culturali, negli anni 1938-40 scrisse il suo
romanzo più importante "Conversazione in
Sicilia" (apparso a puntate su "Letteratura" tra
il '38 e il '39 e poi pubblicato nel 1941), al
centro del quale pose il tema del "mondo offeso"
dalle dittature e quello delle responsabilità
individuali dell'uomo di cultura.
Nel '63 si
ammala gravemente e viene sottoposto a un primo
intervento chirurgico. Malgrado la malattia,
fittissima rimane la sua attività editoriale,
avendo assunto nel frattempo la direzione della
collana di Mondadori "Nuovi scrittori
stranieri", e quella di Einaudi "Nuovo
Politecnico". Il 12 febbraio 1966 muore nella
sua casa milanese di via Gorizia.
continua >>>
|