|
<<< segue
Nonostante la continua e numerosa
presenza dell’uomo nella baia, anche qui
troviamo interessanti specie di uccelli, il
Tuffetto, Tachybaptus ruficollis; il Cormorano,
Phalacrocorax carbo e l’Airone cenerino, Ardea
cinirea che a differenza dei precedenti
preferiscono, o meglio riescono a soffermarsi
lungo la costa soltanto per brevi soste durante
le battute di caccia. Ed infine, anche la
vegetazione, arbustiva ed arborea, offre riparo
a centinaia di uccelli, fra i quali: la
Ghiandaia marina, Coracias garrulus; l’Upupa,
Upupa epops e la Civetta, Athene noctua; e
uccelli di più piccola dimensione come il
Cardellino, Carduelis carduelis; la ballerina
bianca, Motacilla alba alba e la Cinciarella,
Parus caeruleus.
Oltre agli uccelli, anche i
mammiferi popolano la Riserva, come i
pipistrelli che trovano riparo all’interno di
alcune grotte e cavità . Rettili ed insetti sono
fra i più numerosi abitanti della Riserva; in
particolare vi è sull’isola una lucertola dalla
variopinta livrea, il cui ventre è di colore
rosso, più o meno intenso in relazione ai mesi
in cui si osserva. Studi non recenti la indicano
come specie endemica, Podarcis sicula medemi,
della quale sarà necessario verificarne
l’”autenticità”.
La Flora
E’ presente in maniera atipica, per
una Riserva Naturale, in quanto alla spontanea
macchia mediterranea, soprattutto in Zona “A”,
si alterna una consociazione di tipo esotico,
con la Strelitzia gigante, Stelitzia augusta; il
Sangue di dragone, Dracena draco; le Cycas,
Cycas revoluta; si tratta comunque, di essenze
provenienti da paesi in cui insiste il clima
mediterraneo, tali piante trovano infatti
sull’isola le condizioni idonee per crescere
rigogliose e sostituire, spesso, le essenze
originali fra le quali il lentisco, Pistacea
lentiscus; l’Euforbia arborea, Euphorbia
dendroides e l’Alaterno, Rhamnus alaternus;
questa sostituzione fu operata indubbiamente per
un interesse estetico-ornamentale. Infine, una
porzione del Capo Sant’Andrea fu interessata da
un’opera di rimboschimento del Corpo Forestale.
A contribuire ulteriormente alla riduzione
dell’area occupata dalle specie spontanee furono
i ripetuti incendi, responsabili del degrado
ambientale: pochissime sono le specie in grado
di insediarsi e sfruttare il particolare
substrato di questi terreni.
Nonostante tutto,
molte delle specie presenti all’interno della
Riserva sono di rilevante importanza, in
particolar modo le essenze delle rupi, luoghi in
cui difficili risultano gli interventi
antropici. Qui si contano, infatti, un
interessante numero di specie rare ed
addirittura alcuni endemismi come il Cavolo
bianco, Brassica incana; il Limonio ionico,
Limonium ionicum e non ultimo il Fiordaliso di
Taormina, Centaurea tauromenitana.
Il Mare
Il mare non rientra nel territorio di
gestione della Riserva, pur essendone parte
integrante. Offre ospitalità ad una miriade di
variopinti organismi, dalle alghe che
arricchiscono i fondali a tutti gli esseri che
fra esse trovano ricovero e cibo. Interessanti
sono gli incontri in cui ci si imbatte se si
prova a curiosare al di sotto della superficie.
A qualche centimetro di profondità si possono
vedere decine di piccoli animali, fra cui
crostacei, molluschi e pesci di scogliera,
intenti a brulicare tra le alghe in cerca di
cibo. Con l’ausilio di maschera e pinne,
spingendosi a pochi metri di profondità,
numerosi pesci si esibiscono in evoluzioni di
gruppo che lasciano con “il fiato sospeso”,
mostrando i loro colori accentuati dai riflessi
della luce del sole.
Spingendosi ancora oltre,
con qualche colpo di pinna in più, si nota il
diminuire della vegetazione, a causa della
minore quantità di luce presente. Anche qui
comunque non mancano suggestivi incontri; questa
volta, bisogna guardare in prossimità degli
anfratti o delle zone d’ombra, dove è facile
imbattersi in pesci o molluschi di taglie
decisamente più interessanti, intenti di solito
a sorvegliare l’ingresso della propria tana o
appostati in attesa di una preda.
Infine, quando
l’ossigeno a nostra disposizione sta per
esaurirsi, costretti a ritornare in superficie,
lungo la risalita siamo ancora in tempo per
osservare, aiutati dalla luce che filtra, una
infinità di minuscoli esseri che si lasciano
trasportare dalle correnti, solitamente
trasparenti o dai colori iridescenti. |