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Il
fascino, la suggestione, il richiamo delle
numerose "Gole", famose in tutto il mondo. Circa
50 km di asta fluviale, con aspetti
naturalistici unici e inconsueti. Eventi
geologici e geotermici di notevole intensità
hanno determinato la struttura degli attuali
basalti. Sembra che in epoca preistorica un
fiume scorresse su sedimenti argillosi; poi
enormi eruzioni vulcaniche incanalarono nel
letto di quel fiume un magma fluido, che
sprofondò nei tratti più argillosi, determinando
gli attuali colonnati basaltici. L'apoteosi di
queste spettacolari sculture della natura, si ha
in contrada Larderia del Comune di Motta
Camastra. Guardando dall'alto la famosa Gola
dell'Alcantara, si potrebbe ipotizzare la
contemporanea frattura del terreno in quell'epoca
geotermica. Lo spettacolo delle Gole (anche
quelle di Francavilla di Sicilia alla contrada
Passerella e Castiglione di Sicilia alla
contrada Mitogio) esercita sui turisti di tutto
il mondo un grande fascino.
Il fiume nasce alla pendici di Monte Soro, in
territorio Nebroideo, in territorio del Comune
di Floresta (ME); le piccole polle d'acqua, e
poi torrente su torrente, affluente dopo
affluente, verso Randazzo (CT), la piana di Moio
Alcantara (ME), Francavilla di Sicilia (ME),
Motta Camastra (ME), Castiglione di Sicilia
(CT), Graniti (ME), Gaggi (ME), Calatabiano
(CT), la bella Taormina (ME), perla del turismo
siciliano, per finire alla foce, sulle Rocce
Nere di Giardini Naxos (ME), prima colonia greca
di Sicilia.
La via dei Greci, lungo il fiume, con i cocci
disseminati della storia, negli scavi di
Francavilla di Sicilia, nei musei archeologici
di Naxos, di Randazzo (Museo Vagliasindi); cube
e, monasteri bizantini, testimonianze arabe,
echi dalla storia, "Valle alta dello spirito",
per definirla con il prof. Nilos Vatopedinos,
patriarca ortodosso in Italia.
In
territorio di Randazzo, il fiume si sposa con le
pendici dell'Etna, qui si rimpingua, vive,
diventa figlio della "Montagna". Dietro i ruderi
del Castello, in territorio di Francavilla di
Sicilia, preziose le testimonianze di
archeologia industriale; l'energia cinetica
dell'acqua che si trasforma, in virtù di noti
principi della fisica, in energia elettrica:
vecchie turbine, paratoie, e poi giù, nella
frazione di Fondaco di Motta Camastra, e dopo su
per la condotta forzata, il primo salto e... fu
la luce, la prima produzione di energia
elettrica, fra la fine dell''800 e l'inizio del
'900. E per questa preziosa fonte di energia,
che allora da Taormina, i turisti dell'800,
partivano in carrozza alla volta di Francavilla
per le cure termali (acque sulfuree) e
soggiornavano all'Hotel du Chateaux " avec la
lumière electrique ", come si legge in un famoso
depliant turistico edito in Svizzera.
Ma anche acqua che trasforma la propria energia
cinetica solo in energia meccanica, per fare
girare le macine dei mulini, tanti mulini, come
tanti sono i resti di queste memorie da
recuperare. In contrada Mitogio del Comune di
Castiglione di Sicilia (CT) sul versante
Catanese e, nel Comune di Motta Camastra (ME)
sul versante Messinese, si trova l'unica grotta
di scorrimento vulcanico; ostica da raggiungere
ma splendida da ammirare; a testimonianza delle
sue enormi dimensioni viene chiamata "Grotta dei
Cento cavalli".
Da Gaggi verso l'abitato di Calatabiano, il
fiume amplia l'alveo per tornare a restringersi
in prossimità della foce, nel territorio di
Giardini Naxos, dove solcano le campate del
famoso ponte di origine araba "Al qantar" (il
ponte), dal quale derivò il nome di questo
meraviglioso corso d'acqua, corridoio ecologico
di una Valle delle Meraviglie, come è stata
definita in una brochure promozionale info
leader del Gal "Fiume Alcantara".
Ma oltre al leader II "Fiume Alcantara", anche
il PIT Valle Alcantara (progetto integrato
territoriale) di Francavilla di Sicilia o il
Patto Territoriale Valle Alcantara con sede a
Taormina, testimoniano la nuova attenzione
progettuale della classe dirigente attuale
nell'uso dei fondi comunitari per la
valorizzazione e rivitalizzazione di questa
splendida risorsa naturale.
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La Flora
Lo
storico Pietro Bembo (1493) raffigura una valle
Alcantara ricca di boschi di platani, querce e
roveri. Oggi la macchia mediterranea
caratterizza prevalentemente l'ambiente fluviale
ripario; la bellezza dei fiori spontanei come
gli anemoni, cisti, di viole e papaveri, di
arbusti di oleandro, salice bianco, e poi
fichidindia selvatici "di giardara", olmi,
ontani, betulle, pioppi, colorano il mondo
variopinto del fiume Alcantara. E ancora, le
splendide orchidee ophrys tentheridinifera,
orchis papilionacea, ophrys fusca. Lungo il
fiume il paesaggio vegetale è caratterizzato da
differenti fitocenosi che dipendono da diversi
fattori ecologici come la morfologia del bacino
idrografico della vallata, la diversa ampiezza
dell’alveo e le oscillazioni nel deflusso
stagionale delle acque.
Il tratto montano del territorio, in cui
ricadono Pizzo Leo (mt 1365), monte Croce
Mancina (mt 1341), Pizzo Petrolo (mt 1337),
Pizzo Palo (mt 1324) e Monte Castellazzo (mt
1311) costituisce un massiccio montuoso,
considerato come appartenente ai Peloritani
occidentali, con una morfologia dei versanti
modellata dai numerosi corsi d’acqua, a regime
prevalentemente torrentizio.
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