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Procedendo verso Est
dell'isola, si incontrano gli altri isolotti del
piccolo arcipelago secondario di Panarea: qui si
staglia nell'azzurro del mare l'isolotto di
Basiluzzo, visitato e descritto nell'800 da A.
Dumas.
Presso l'estremità occidentale di Basiluzzo si scorge lo scoglio Spinazzola, dalle
caratteristiche pareti a picco sul mare.
Da qui ed oltre è ancora mare
e sole e colori da scoprire. Le caratteristiche
fisiche del terreno hanno dato il nome a Panarea
(da Panaraia, tutta sconnessa); queste
caratteristiche consentono tuttavia delle
piacevoli passeggiate tra piante di capperi,
hibiscus e buganville.
Alicudi e Filicudi
All'estremità
occidentale dell'arcipelago si trovano le due
isole sorelle: Alicudi e Filicudi. Tenute fuori
dalle grandi correnti turistiche fino a pochi
decenni fa, a causa della scarsità d'acqua e
della mancanza di un approdo sicuro, queste due
isole sono diventate note di recente anche
grazie alle fantasie cinematografiche di Nanni
Moretti che le ha trasferite sullo schermo nella
versione grottesca del suo film "Caro diario".
Filicudi si mostra in tutto il suo aspetto
selvatico e quasi inospitale: stagliata sul
mare, a metà strada tra Alicudi e Salina,
l'isola è assai più mondana della vicina Alicudi.
Qui ci si può divertire passeggiando per il
centro abitato, raggiungendo anche Capo
Graziano, un interessante sito preistorico
dell'età del bronzo. L'itinerario dal mare non può
non prevedere l'approdo allo scoglio Giafante e
Punta la Zotta, frastagliata da calette
terminanti, a tratti in grotte cavernose scavate
dal mare.
La
grotta del Bue Marino è forse quella più nota
per gli spettacolari effetti di luce di cui si
può godere al suo interno. Sulla solitaria
Alicudi, raggiunta dalla corrente elettrica
soltanto da pochi anni, abitano poche centinaia
di persone; il ritmo rallentato della vita porta
ad una serenità mentale da molti confusa con la
noia e l'indifferenza: Alicudi non è un'isola
per tutti. Dallo scalo di Palomba, una strada a
gradini porta verso i punti abitati; quello di
maggiore intensità si chiama "Tonna" e quello
più antico "Montagna (XVIII sec.). Naturalmente
la disposizione delle case non è mai quella di
un centro urbano anche a causa della morfologia
del terreno.
Il punto più alto di Alicudi,
il Filo dell'Arpa, si raggiunge facilmente con
una lunga passeggiata: giunti in cima, un
incantevole panorama ricompensa da tutte le
fatiche.
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