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Stromboli
Dalle
acque della parte nord-orientale delle Eolie
emerge Stromboli, l'isola geologicamente più
giovane dell'arcipelago. Di origine vulcanica,
Stromboli è in uno stato di perenne eruzione; da
duemila anni il suo grande cono si staglia nelle
azzurre trasparenze del mar Tirreno illuminando
i tramonti isolani con lapilli e cicliche
eruzioni. Convivendo con i rimbombi delle
esplosioni vulcaniche e con il maremoto del
1930, gli abitanti di Stromboli hanno dovuto
contrastare le forze nefaste della natura da
sempre. Anche la forte emigrazione d'inizio
secolo ha portato ad un' irrecuperabile
riduzione demografica; poi, nel 1949, come per
Vulcano, Roberto Rossellini ed Ingrid Bergman
attirarono sull'isola, l'attenzione del mondo
intero, con la loro romantica storia d'amore sul
set del film "Stromboli". Da quel momento l'isola è
ridiventata meta di turisti provenienti da tutto
il mondo. L'antico stile eoliano - piccole case
bianche a forma di cubo, per contrastare al
meglio le scosse sismiche- scomparso quasi del
tutto nel resto dell'arcipelago, si ritrova
lungo la via che conduce alla chiesa di S.
Vincenzo; da qui è possibile proseguire fino
alla cima del vulcano, attraverso un bellissimo
contrasto di verdi cespugli sulla sabbia nera. A strapiombo su Ginostra
domina Vancori, la cima più alta di Stromboli:
da questa altezza si scorgono all'orizzonte la
Sicilia con l'Etna e, oltre lo Stretto, anche la
costa calabrese. La Sciara del Fuoco si può
raggiungere in barca per ammirare, tra l'altro,
le grotte della costa tra cui si distingue
quella di Eolo. Nell'itinerario dal mare si
consiglia di includere la visita allo scoglio
Strombolicchio, meta ambita di chi ama le
immersioni subacquee; l'approdo a Strombolicchio
è consigliato anche per l'osservazione dei
fondali corallini e degli uccelli marini.
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Salina
Vitalità,
colori, profumi mediterranei, sole, capperi e
malvasia: questi, e non solo, i simboli della
bella Salina. Immersa nell'azzurro del mar
Tirreno, Dydime (gemelli), questo il nome greco
dell'isola, si configura da lontano come divisa
in due rilievi: il monte dei Porri e il monte
Fossa delle Felci. Conosciuta in tutto il mondo
per la produzione della malvasia, un vino
dolcissimo chiamato, appunto per questo, "il
nettare degli dei", Salina lega le sue origini
storiche all'età del bronzo e la sua evoluzione
successiva all'età classica; per volere del
vicerè spagnolo Salina fu soggetta ad un
significativo incremento demografico nel '600.
Due secoli dopo la maggior parte degli abitanti
emigrò in Australia, spinta dalle difficoltà
economiche causate dalla distruzione dei vigneti
per opera della peronospora. I principali centri abitati
sono tre e corrispondono ai comuni di Santa
Marina, Malfa e Leni. Situata sulla costa
orientale dell'isola, a ridosso del monte Fossa
delle Felci, Santa Marina si mostra nel verde
dei suoi grandi vigneti. Nel vallone formato dai
due monti gemelli sorge Malfa circondata da orti
e giardini.Proseguendo da Malfa oltre le pendici di monte
Porri si giunge nello splendido altopiano di Pollara: un anfiteatro naturale a
strapiombo sul mare, di natura vulcanica,
fertile e costantemente baciato dal sole. Nel 1994 Pollara si è
trasformata nel set del film "Il Postino" di
Massimo Troisi, tratto dal romanzo omonimo di
Antonio Skarmeta ed ispirato all'esilio di Pablo
Neruda. Le riprese sono state girate nella casa
del pittore Pippo Cafarella, trasfigurata nella
dimora del poeta cileno interpretato da P.
Noiret. Nell'itinerario di Salina si consiglia
di includere una visita all'abitato di Lingua,
ai bordi di un minuscolo lago salmastro diviso
dal mare da una stretta lingua di sabbia. Da
questa salina prende il nome l'isola.
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Panarea
Anticamente
chiamata Euonymos -quella che sta alla sinistra-
per la sua posizione relativa ai naviganti che
dalla vicina Lipari si dirigevano in Sicilia,
Panarea è l'isola più piccola delle Eolie e la
più ricca di scogli. Immersi in una vegetazione
rigogliosa si trovano i centri abitati di Drauto,
Ditella e San Pietro. Oggi di Panarea vediamo
soltanto una piccola parte dell'isola
originaria, sprofondata in seguito a fenomeni
vulcanici che l'hanno parzialmente demolita.
Abitata fin dall'età neolitica, Panarea conserva
ancora oggi le tracce di un villaggio
preistorico sul promontorio del Milazzese; da
questo promontorio è possibile godere di un
panorama straordinario sulla località più bella
dell'isola: cala Junco, una piscina naturale di
acqua trasparente dalle splendide striature
verdi e turchesi.
continua >>>
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