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La Sicilia “nascosta” è una
terra che guarda il mare da lontano, dall’alto
di un paesaggio di montagna dove la neve è da
sempre amica degli inverni, e dove gli inverni
sono immersi nella solitudine e nel silenzio
delle rocce secolari e dei monti. Le Madonie
costituiscono una sorta di austero “nord
siciliano” in cui l’uomo vive in un armonioso e
misterioso contatto con la natura – dimensione
oggi più che mai rara. Esse contribuiscono a
donarci un profilo più ricco e complesso della
Sicilia e dei siciliani. Da sempre votate
all’agricoltura e alla pastorizia, queste terre
forniscono una tale ricchezza di prodotti e
specialità che la cucina madonita ha potuto
esprimersi in uno sconfinato repertorio di
piatti tradizionali, le cui ricette trovano
differenti declinazioni a seconda del luogo. Uno
di questi è l’antico "Sciuscieddu" - dalla voce
dialettale "sciusciari" ossia "soffiare" – una
ricca minestra da servire molto calda, presente
sulla tavola degli abitanti delle Madonie in
diverse gustose varianti. Doverosa la
citazione dello Sciuscieddu
di Castelbuono -raggiungibile percorrendo A20
Palermo - Messina e poi la Ss 286 - preparato
con le striscioline di carne di pecora staccate
dall’osso che fornisce il brodo, con l’aggiunta
di un uovo sbattuto, pecorino siciliano grattato
e prezzemolo tritato.
Un’immensa
varietà di odori e sapori attraversa la cucina
locale, arricchita da funghi, olio, conserve di
produzione locale e dall’immancabile formaggio.
“Tuma” se destinato al consumo immediato, "primintiu"
dopo la prima stagionatura e "tumazzu" se giunto
a stagionatura completa, il formaggio accompagna
da sempre la cucina madonita con eccellenti
caciocavalli, pecorini, ricotte ed invitanti
ricette. Altra segnalazione d’obbligo va al
“risu ‘ntianu” (timballo con formaggio) e alla
tuma con acciughe che ben si accompagna alla
“pittrina cca fasòla” (pancia di pecora,
pomodoro, fagioli verdi), piatti tradizionali
gustabili nelle confortevoli strutture
agrituristiche di San Mauro Castelverde e Geraci
Siculo, due piccoli gioielli montani
attraversati dalla statale 286. Un discorso a
parte meritano i dolci; non temono il confronto
con le famose cassate ed i cannoli (ripieni con
la ricotta locale) i tipici “buccellati”, vanto
dei comuni di Isnello e Collesano, posti a Nord
delle magnifiche spiagge di Cefalù. Accanto ai
bucellati, che sono dei quadrati di pasta
farciti con fichi secchi, mandorle, noci, uva
sultanina, vino cotto o miele, cannella e chiodi
di garofano, glassati o ricoperti di zucchero a
velo, altre eccellenze della tradizione
dolciaria sono le genovesi ripiene di zuccata,
le “sfinci” (frittelle) col miele, i
“cuccureddi” (biscotti con glassa di zucchero) e
lo “sfoglio” (pasta frolla farcita di tuma,
zuccata, albumi d’uovo, cacao, zucchero e scorza
di limone, cotta al forno e servita fredda) che
viene prodotto a Petraia Sottana e Polizzi
Generosa, sulla strada statale 120.
A
conferma del legame che lega il territorio con
la tradizione religiosa, ancora oggi, per
Pasqua, ogni panificio sforna poi i "Pupi ccu l’ova"
- pani a forma di pupazzo con inserito al centro
un uovo col suo guscio. Nei paesi della costa si
fondono i gusti della cucina marinara con quella
tradizionale dei centri dell’entroterra. A Tusa,
Finale di Pollina e specialmente a Cefalù
l’attività artigianale del pesce salato, nei
periodi in cui la pesca delle acciughe e delle
sarde è più abbondante, costituisce ancora uno
dei cespiti dell’economia locale, grazie anche
alla presenza della vicina miniera di salgemma
di Petraia Soprana. Ed è proprio il binomio
sale-sole che ha da sempre permesso ai paesi
della Madonie di conservare molti prodotti
agricoli destinati all’alimentazione invernale.
Fra questi ricordiamo il succo del pomodoro, che
una volta bollito, salato e messo in bottiglia
con vari accorgimenti diventa "sarsa", mentre,
con una maggiore presenza di sale, dopo essere
stato disteso su tavole di legno esposte al
sole, diventa "astrattu". Quando è ben
concentrato e ha perso gran parte dell’umidità,
lo si plasma a forma di pagnotte, le quali, unte
con olio d’oliva e avvolte in foglie di alloro,
si conservano in "burnìe" di terracotta. Rotelle
di zucchine private dei semi e pomodori tagliati
a metà, cosparsi di sale, vengono fatte
asciugare al sole: anch’esse costituiscono una
ghiotta provvista per l’inverno. A chi volesse
conoscerla, la Sicilia, rappresentata dal
fascino del Parco delle Madonie, offre luoghi,
sapori e odori indimenticabili, che parlano,
attraverso la loro composizione, di una storia
millenaria ancora in grado di stupire.
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I prodotti
dell'itinerario
Pecorino
Siciliano DOP. Il Pecorino Siciliano
è un formaggio di antichissima tradizione: le
sue origini risalgono al periodo classico. Anche
Plinio, che per la prima volta classificò i
formaggi nazionali ed esteri, lo definì come uno
dei migliori formaggi dell'epoca. Il Pecorino
Siciliano è un formaggio a pasta dura, prodotto
esclusivamente con latte di pecora intero, con o
senza bacche di pepe, inserite nella pasta
durante l'incanestratura. Il suo
sapore piccante lo rende ottimo anche come
secondo piatto, accompagnato da olive, pane e da
un vino che può essere un Doc siciliano rosso,
un Chianti o un Marzemino. Il
Pecorino Siciliano è ottenuto da latte di pecora
intero a cui viene aggiunto caglio filtrato.
Alla cagliata, rotta in granuli della grandezza
di lenticchie, viene aggiunta acqua, e il tutto
viene portato poi da una temperatura iniziale di
80° C fino a una temperatura di 50° C per circa
tre ore. Si avvia poi la salatura, che viene
ripetuta per due volte a distanza di dieci
giorni. La maggior parte del Pecorino Siciliano
viene consumato o venduto fresco, ma la
stagionatura, deve protrarsi
per almeno quattro mesi.
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