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Un ideale triangolo che lega
mito, storia e natura. Potrebbe essere questa la
chiave di lettura per interpretare il multiforme
scenario della provincia di Trapani, da sempre
crogiolo di culture diverse e di grandi
tradizioni artistiche. Per trovare quella
sovrapposizione di stili e di epoche che fanno
di questo un territorio unico, basta spostarsi
da Erice a Trapani, da Salemi a Marsala fino
all’isola di Pantelleria, dove importanti
vestigia racchiudono millenni di storia delle
civiltà del Mediterraneo. In questi luoghi
l’imponenza delle opere erette dall’uomo
fronteggia, quasi a sfidarla, la grandiosità
della natura nelle sue molteplici
manifestazioni, dal mare bellissimo e
cristallino ai maestosi faraglioni, alle terme
collegate a un’attività vulcanica oggi assopita.
Talora selvaggia e inviolata, la natura
trapanese è anche docile e generosa. Tra
perfette geometrie di filari essa dona dolci
uve, da cui provengono vini pregiati come il
Marsala e il Moscato di Pantelleria.
Su
tutto il territorio provinciale si staglia,
inconfondibile, il profilo del monte Erice,
sulla cui sommità ritroviamo, ancora viva, la
magia dell’antico borgo medievale dell’omonima
cittadina. Mito e fantasia avvolgono la storia
di Erice, sede di pellegrinaggi e luogo sacro
per i pagani. La leggenda narra che Venere, dea
della bellezza e della fecondità, eresse qui il
suo “nido d'aquila” celando, con la nebbia, i
suoi amori alla curiosità irriverente dei
mortali. Il centro cittadino conserva intatto il
fascino di antico borgo fortificato, con
stradine acciottolate, cortili colmi di fiori e
botteghe di artigianato tipico, come le
raffinate pasticcerie dove si gustano i
tradizionali dolcetti di pasta di mandorla. Alle
falde del monte si trova Trapani, notevole
esempio di intreccio e osmosi di culture
diverse. Qui gli innumerevoli popoli che si sono
avvicendati nei secoli, dai Fenici ai
Cartaginesi, dai Romani agli Arabi sino ad
arrivare ai giorni a noi più vicini, hanno
lasciato profonde tracce nel tessuto cittadino.
Suggestivo, nel tratto costiero che si estende
da Trapani a Marsala, il panorama delle vasche
di raccolta del sale, qua e là punteggiato dai
vecchi mulini un tempo impiegati per macinare il
sale, oggi in parte restaurati e visitabili.
Alla
fine della Strada del sale, ci si trova davanti
allo spettacolo della Riserva dello Stagnone, la
più estesa laguna naturale dell'intera Sicilia,
dove trovano rifugio rare varietà di uccelli.
Sullo sfondo l'isola di Mozia uno dei più ricchi
e interessanti insediamenti fenici del mondo.
Siamo ora alle porte di Marsala, città resa
celebre in tutto il mondo dall’omonimo vino da
dessert. Accanto a una fiorente attività
vinicola che ha visto negli anni la nascita di
innumerevoli cantine, la città offre
testimonianze puniche, romane, normanne,
spagnole e arabe di grande valore
storico-artistico. Spostandoci verso
l’entroterra, altre zone interessate dalla Doc
Marsala sono i comuni di Salemi e Gibellina. Se
la prima, nonostante il rovinoso terremoto del
1968, ha mantenuto una parte importante del suo
patrimonio artistico, Gibellina sta rinascendo
come città d’arte postmoderna con chiese
futuriste e un laboratorio di sculture
contemporanee. Altra Doc della Strada è quella
del Moscato di Pantelleria che, nelle sue
versioni Naturale e Passito, viene prodotto da
tempo immemorabile nell'omonima isola da uve
Zibibbo. Difficile concentrare in poche righe le
bellezze paesaggistiche dell’isola di
Pantelleria.
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I prodotti
dell'itinerario
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Marsala Doc
Il Marsala è un vino liquoroso di fama
internazionale prodotto in provincia di Trapani,
in una zona ideale per l'esposizione
all'irraggiamento solare e per la ricchezza dei
terreni, tanto da essere definita “Fascia del
Sole”. Anche in passato era conosciuto e
apprezzato oltralpe come testimonia un antico
documento del 1773, anno in cui partì dal porto
di Trapani un carico di botti di vino diretto
all’Inghilterra.
A seconda del grado di invecchiamento, i vini
Marsala si distinguono in Fine (un anno di
invecchiamento minimo), Superiore (2 anni di
invecchiamento minimo), Superiore Riserva
(minimo 4 anni), Vergine e/o Soleras (minimo 5
anni) e Vergine e/o Soleras Stravecchio o
Riserva (dieci anni minimo di invecchiamento).
Inoltre le varietà di uve Pignatello, Calabrese
e Nerello Mascalese sono riservate alla
preparazione del Marsala Rubino.
Come si consuma. Il Marsala è un vino da meditazione che può
essere degustato anche assieme a formaggi
erborinati, a dolci tipici siciliani come la
cassata, i cannoli e i frutti di Martorana. Va
servito in piccoli calici a una temperatura che
varia dai 12 ai 14°C.
Come si conserva. Per conservare correttamente il Marsala è
sufficiente tenere il vino al buio, a una
temperatura costante fra 10 e 15°C e, per
impedire che il tappo si asciughi, l’umidità
deve aggirarsi intorno al 70-75%. Le bottiglie
vanno conservate in posizione orizzontale su
scaffalature di legno.
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