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Itinerari e Luoghi da Scoprire |
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ITINERARIO NELLE NOVE PROVINCE
SICILIANE |
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Itinerari nella Provincia di Messina |
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Si
trova lungo la costa Jonica della Sicilia, a metà strada tra Messina e
Catania ed esattamente nel territorio del Comune di Taormina. E’ quindi
la rinomata “Perla dello Jonio” ad ospitare questo scorcio di natura
immersa nell’omonima baia, incastonata tra il mare e la terra ferma e
collegata a quest’ultima da una sottile lingua di sabbia, la cui forma
viene continuamente modellata dalle correnti e dalle maree, dinamismo
che affascina chi si sofferma ad osservarla dalla vicina strada che
corre lungo uno dei fianchi della Riserva o dall’alto Belvedere di
Taormina; da qui, i cittadini chiesero ed ottennero l’isola da
Ferdinando I di Borbone.
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L'incantevole
arcipelago delle Isole Eolie si trova nel Mar Tirreno meridionale a nord
della Sicilia. Si compone di 10 fra isole e isolotti, ma soltanto sette
sono abitate: Lipari, Salina, Vulcano, Alicudi, Filicudi, Panarea,
Stromboli. La superfice dell'arcipelago è di 115 Kmq, i centri abitati
sono circa 20, i comuni 4: S.Marina Salina, Malfa, Leni nell'isola di
Salina e Lipari sull'omonima isola da cui, amministrativamente dipendono
tutte le altre isole. La popolazione è di circa 12.000 abitanti. Le
isole fanno parte della Regione Siciliana e dipendono dalla provincia di
Messina. Le Isole Eolie hanno una storia antica.
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L'antica
cittadina Tyndaris, l'odierna città di Tindari in provincia di Messina,
si caratterizza per la magnifica posizione panoramica, che si estende
abbracciando il Golfo di Patti, Capo Milazzo e le Isole Eolie, e per la
monumentalità della sua zona archeologica; fu fondata da Dionigi di
Siracusa nel 396 A.C. e può contare una discreta storia, a partire dal
suo coinvolgimento durante la prima guerra punica come postazione
cartaginese e la sua successiva assoggettazione romana nel 257 A.C..
Anche sotto il dominio romano la città conserva sempre la sua evidente
importanza determinata dalla sua posizione strategica sul Mar Tirreno e
sulle rotte che interessano lo Stretto di Messina.
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Di
recente scoperta, la Villa Romana di Patti si trova in prossimità del
sottopassaggio dell'autostrada sulla destra, in località Patti Marina.
Si tratta di una grande villa romana di età imperiale i cui resti sono
venuti alla luce durante i lavori per l'autostrada. La struttura, che si
estende su una superficie non inferiore a ventimila metri quadrati, si
compone attorno a un immenso peristilio con un largo portico a colonne,
su quest'ultimo sboccano i vari ambienti che si dispongono sui quattro
lati. Tra questi la più importante è una grande sala triabsidata, che
presenta ancora un mosaico a motivi geometrici e con raffigurazioni di
animali domestici e feroci.
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Giardini
Naxos si trova a 50 km circa da Messina ed è la più antica colonia greca
di Sicilia. Le sue origini risalgono così indietro nel tempo da
coincidere con la nascita della civiltà urbana in Occidente. Prima
colonia greca di Sicilia, viene fondata intorno al 734 a.C. dai
Calcidesi d'Eubea ai quali si unirono, come sembra ormai certo, i Nassi
dalla grande isola dell'Egeo. La città prospera in periodo arcaico e
quindi, nei primi decenni del V secolo a.C., viene da Ierone dorizzata e
riedificata secondo un piano rigidamente regolare.
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Taormina,
in provincia di Messina, è un rinomato centro turistico isolano che però
rientra in questo itinerario grazie alla sua storia ed ai vari reperti
archeologici qui ritrovati. Ricordiamo innanzitutto che i suoi primi
abitanti furono i Siculi provenienti dal nord che vissero qui tranquilli
finchè il tiranno siracusano Dionisio il Vecchio distrusse la vicina Naxos
ed i suoi superstiti si riversarono su questa località. Lo stesso Dionisio
si interessò alla località conquistandola, questo dopo la pace stipulata con
i Cartaginesi nel 392 A.C..
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La
Cittadella, ridotta adesso ad alcuni bastioni abbandonati e degradati,
fu costruita dagli spagnoli per tenere costantemente sotto controllo le
sollevazioni popolari dei messinesi. Per erigere la fortezza, nata su
progetto dell'architetto olandese Carlos de Grunenbergh, venne scelto un
punto strategico: quello dell'inizio del braccio di S. Ranieri. I lavori
di costruzione della Cittadella si protrassero dal 1680 al 1686. La
costruzione a pianta pentagonale, circondata dall'acqua per tutto il suo
perimetro era ulteriormente rafforzata sui fronti nord e sud da bastioni
a cuneo avanzati che la rendevano un'opera inespugnabile.
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La
penisola di Milazzo protesa verso le Eolie ha rappresentato da sempre
uno dei porti più importanti della Sicilia. Una roccaforte sul mar
Tirreno che fu sotto il dominio dei Romani e poi degli Arabi. Le prime e
rudimentali fortificazioni sono databili alla seconda età della pietra:
Neolitico (4.000 a.C. circa). Più tardi, con i primi colonizzatori greci
(VIII-VII sec. a.C.), questo modesto agglomerato prese corpo e si
ingrandi. Così, l'acropoli ("città fortificata") assunse nuova
dimensione sino ad accrescere di ruolo e di importanza con il successivo
"castrum" (castello) romano-bizantino. Furono, però, gli Arabi, che dopo
l'843 diedero vita al primo nucleo dell'attuale castello, sulle rovine e
fondamenta delle civiltà locali, greche, romane e bizantine.
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Il
castello di Montalbano sui monti Nebrodi rientrava nel progetto
federiciano di dotare la Sicilia di un sistema di "punti forti" a difesa
del territorio. Edificato nella forma attuale tra il 1302 e il 1311,
rivestì un ruolo preminente nel controllo della sottostante vallata,
dell'omonimo fiume, delle vie interne dirette verso la valle
dell'Alcantara, della costa tirrenica e dei crinali dei Nebrodi. La
vista d'insieme dell'imponente complesso evidenzia le stratificazioni
storiche di cui è stato oggetto nel corso dei secoli: dal nucleo
originario in stile normanno alle trasformazioni aragonesi, fino agli
adattamenti funzionali che di volta in volta lo hanno reso palazzo
baronale trecentesco, casa gesuitica e sede di uffici pubblici.
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Una
prima menzione del sito ove sorge l'abitato di Scaletta si ha, al
solito, nel Libro di Ruggero, per opera del geografo arabo Edrisi, che
ricorda l'insediamento con il nome di "ad-dargat as-sagirah",
letteralmente "piccola scala". Al 1230/40 si data la probabile
edificazione del castello, che negli anni seguenti passa in mano degli
Angiò (1278). Originariamente nel XIII sec. fu un avamposto militare
svevo a difesa della vicina Messina. Poi nel '500 appartenne ai Marchese
e infine passò alla famiglia Ruffo che fino al XVII sec. lo adibì a
residenza di caccia. Il castello di Scaletta Zanclea è una costruzione
imponente a tre piani che si erge sulla cima di una collina
protendendosi in direzione del mare.
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I
Parchi Letterari Horcynus Orca rappresentano il punto d'incontro di
molteplici esperienze culturali, un'officina di saperi in cui si
combinano i segni del passato con le sfide del futuro. A partire dalle
suggestioni e dalle indicazioni del testo letterario si costruiscono e
intrecciano, come in un ipertesto reale, percorsi tra mondi, culture e
linguaggi diversi. Lo spazio fisico de I Parchi Letterari Horcynus Orca
è tra lo Scill'e Cariddi, il topos del romanzo di Stefano D'arrigo,
mentre il suo scenario abbraccia tutta l'area dello Stretto, la piana di
Gioia Tauro, le Isole Eolie, l'Etna.
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