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La provincia di
Caltanissetta, situata strategicamente nel cuore
della Sicilia, si estende verso il centro
dell'isola in direzione nordovest, dove si trova
il capoluogo. Confina con la provincia di
Agrigento a ovest, con la Provincia di Palermo a
nord, con la provincia di Enna a nord-est, con
la provincia di Catania a est, la provincia di
Ragusa a sud-est e il Canale di Sicilia a sud.
Favorita, lungo il versante ovest, dallo sbocco
sul Canale di Sicilia, la provincia fu abitata
nel corso dei secoli da diversi popoli, dei
quali conserva numerose e importanti
testimonianze. Frequentata sin dal Paleolitico,
fu soggetta dall'VIII secolo alla dominazione
greca e, successivamente, a quella romana, come
testimoniano i molti reperti custoditi nei musei
di Gela e di Caltanissetta; la provincia conobbe
in epoca medioevale un periodo di grave
decadenza.
Divenuta successivamente
terra di conquista per le diverse dinastie che
si susseguirono nel dominio dell'isola fino
all'800 inoltrato, l'area della provincia
cominciò a prendere forma solo in periodo
borbonico; comunque, solo dopo l'unità d'Italia
ebbe un notevole sviluppo urbanistico ed
economico, anche grazie allo sfruttamento delle
ricchezze del sottosuolo, in particolare quello
delle ricche miniere di zolfo, oggi non piu'
attive.
La provincia di Caltanissetta vanta ben
7 aree protette, che, nella cornice di una
rigogliosa vegetazione mediterranea, offrono una
variegata combinazione di paesaggi fluviali,
lacustri, collinari e montani.
Il territorio si presenta
altrettanto ricco dal punto di vista
storico-artistico: si segnalano, infatti, oltre
al capoluogo di provincia, le aree archeologiche
di Gibil-Gabib e di Sabucina, da cui provengono
reperti di grande valore documentario, l'area
circostante Gela, con le importanti vestigia di
eta' greca, e, sparsi su tutto il territorio, i
numerosi castelli e le torri di avvistamento,
soprattutto di epoca medioevale, tra cui
spiccano il Castello di Mussomeli e Falconara.

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