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Qui infatti, lungo il
vallone scavato dalle acque, cresce ancora una
fitta vegetazione a galleria che un tempo doveva
ricoprire il corso della maggior parte dei fiumi
dell’interno siciliano.
Le specie vegetali prevalenti
sono il pioppo nero e il pioppo zatterino;
inoltre si possono incontrare diverse specie di
salici.
La fauna legata strettamente al vallone
è costituita da comuni specie di rettili, da
anfibi e da vari uccelli e rapaci notturni.
Riserva Forre laviche
del Simeto
Si
raggiunge percorrendo l’autostrada A19
Palermo-Catania uscendo allo svincolo di
Catenanuova e da qui dirigendosi verso Centuripe
e successivamente verso Bronte. Ha una
estensione di 291,2 Ha e interessa i comuni di
Centuripe, Adrano, Bronte e Randazzo. Creata a
protezione della parte geologicamente più
interessante del fiume Simeto, ne racchiude il
tratto più selvaggio dello stesso ,
caratterizzato da lave basaltiche di antiche
colate dell’Etna che l’erosione delle acque ha
trasformato in forre con laghetti, cascate e
rapide.
Nelle acque del Simeto, prive di fauna
ittica, vivono numerose specie anfibie e i
dintorni sono connotati da una variegata
vegetazione spontanea costituita principalmente
da oleandri, asfodeli, ferule e giunchi e una
fauna selvatica caratteristica delle zone
interne dell’isola.
Il Fiume, fin dall’epoca
romana, è scavalcato da un’opra di ardita
ingegneria, il ponte dei Saraceni, risalente al
I – II sec. d.C. e successivamente più volte
ricostruito, con arcate medievali caratterizzate
dall’uso di pietra basaltica e conci di tufo
bianco e faceva parte di una delle più
importanti arterie di epoca romana che
congiungeva Catania a Palermo. |