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Morgantina
A
6 chilometri da Aidone, in contrada Serra
Orlando, c'è uno dei siti archeologici più
importanti d'Europa, Morgantina. Scoperta nel
1955 da un team dell'università americana di
Princetown, ha dato alla luce, durante una
campagna di scavi che dura tuttora, una serie di
tesori delle civiltà che si sono succedute in
terra di Sicilia. Il primo insediamento si ha ad
opera di una tribù italica, i Morgeti, che qui
si stabili in epoca proto storica, dando nome
alla città. La stessa venne ellenizzata nel VI
secolo a.C. e raggiunse il massimo splendore tra
il IV e il III secolo a.C. , e lo dimostrano i
monumenti venuti alla luce.
Provate a camminare
lungo la "storia", pensando alla vita che
ferveva sotto lo stesso cielo, lasciatevi
trasportare dalla fantasia sulle scalinate del
grande teatro, capace di più di mille posti, al
tempo delle grandi rappresentazioni teatrali,
che oggi, nel periodo estivo, vengono
regolarmente riproposte.
Ma
Morgantina non è solo teatro: provate a scoprire
le antiche macine in pietra lavica, le
abitazioni degli aristocratici, al di sopra
dello spazio destinato al mercato e ai negozi,
soffermatevi davanti all'ingresso di una casa e
alla scritta augurale di lunga vita ricavata nel
mosaico del pavimento, visitate la casa di
Ganimede con il suo peristilio circondato da
colonne di pietra, provate a immaginare i riti
funebri alla necropoli e il lavoro degli artisti
della terracotta alle fornaci, la folla che con
fervore recitava preghiere nel tempio lungo
cento piedi. Allora, forse, tornerete al museo
di Aidone, per rivedere i lineamenti della donna
velata, il volto imperscrutabile di Persefone,
la Venere al bagno e la magnifica Donna
sdraiata.
Maggiori Info: MORGANTINA -
Tel. 0935/87384.
Necropoli di
Realmese
Percorrendo
la strada statale 290, a poco più di un
chilometro da Calascibetta, la segnaletica
indica "Realmese", una necropoli datata tra il X
e il VI secolo a.C. Ancora qualche chilometro in
macchina e poche centinaia di metri di strada a
piedi, e, dopo aver oltrepassato una cava di
pietra in disuso, si giunge alla necropoli,
subito riconoscibile per le numerose aperture
ricavate su una parete rocciosa. Complice il
silenzio, rotto solo dal cinguettio degli
uccelli e dal soffio del vento, circa trecento
tombe a forno, pur non conservando più nulla
dell'antico uso, continuano a suggestionare e ad
affascinare. Poco distante da Realmese si trova
un'altra necropoli, quella di Malpasso,
risalente al 2000 a.C. , formata da cinque tombe
a grotticella. |