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Itinerari e Luoghi da Scoprire |
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SICILIA |
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Cucina
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Cucina e Prodotti Tipici Siciliani |
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“C’è
sempre un oltre in tutto, voi non volete o non
sapete vederlo”, diceva Luigi Pirandello, uno
dei massimi drammaturghi italiani di origine
siciliana. E la Sicilia è la terra che questo
“oltre” racchiude in massimo grado. Pirandello
ha provato a svelare questo mistero, cercando di
far intravedere la natura di quel “plus”, che
tuttavia qui è destinato a rimanere sempre in
parte coperto.
La Sicilia è l’anima mediterranea: prodotto dei
più diversi spiriti e delle più diverse razze,
dalle sue varie facce appare stranissima,
assurda, pericolosa, incomprensibile, nobile e
volgare, buona e cattiva; appare tutto e appare
nulla. Le sue città risuonano nel disordine dei
paradossi, nei versi armoniosi e caldi delle
espressioni e dei colpi di scena
della sua
letteratura. E caldi e armoniosi sono i suoi
vini e i suoi sapori. Semplici e fatti a norma,
i piatti a base dei trentatré prodotti protetti
sono un omaggio alla mediterraneità.
L’anima rurale della regione è la stessa che
incornicia gli amori aspri e terribili dei
racconti del Verga, ma è anche quella patologica
dei “Viceré” di De Roberto, quella più tarda
degli “ingravidabalconi” di Brancati e quella
dura e spietata di Leonardo Sciascia.
Ma sempre
fuori dall’omologazione di una diversità “fatta
di coppole a tutti i costi”.
Sicilia è silenzio inerte delle sue penombre,
scivolose segretezze delle melodie belliniane
che furoreggiano al Metropolitan e al New York
City Hall.
E proprio a una delle maggiori opere
del grande musicista siciliano gli abitanti di
Catania hanno dedicato un monumento di
quotidiana gustabilità, le “pennette alla
norma”, un piatto dal sapore ruvido a base di
melanzane, pomodoro e ricotta infornata, o, in
alternativa, Pecorino siciliano, uno dei 7
prodotti Dop locali (l’altro formaggio a pasta
semidura è il Ragusano).
Tra le altre Dop
spiccano 3 oli pregiati, Monti Iblei, Valli
Trapanesi e Val di Mazara, e l’oliva da mensa
Nocellara del Belice. Città e campi dagli
“altari ardenti”, onorati massimamente anche da
2 prodotti Igp: le arance rosse di Sicilia e i
capperi di Pantelleria.
Ed è nella toponomastica dei vini che scorre
mentalmente la geografia dell’isola raccontata
dagli scrittori siciliani.
Il principe Salina,
ovvero il “Gattopardo” di Tomasi di Lampedusa,
ci ricorda
l’omonimo vino a Indicazione
geografica tipica, marchio di cui si fregiano altri 6 vini regionali (Sicilia, appunto, Salemi,
Camarro, Colli Ericini, Fontanarossa di Cerda,
Valle Belice).
E “il mare color del vino” di
Leonardo Sciascia rammenta il viola pungente dei
suoi 18 vini Doc.
Di questi prodotti è fatta la
trama della terra siciliana, eredità di memoria
e di buon gusto. Del principe (Tomasi di
Lampedusa) si ricorda la Sicilia che non vuole
cambiare, di Sciascia, l’irrimediabilità
dell’isola.
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La Sicilia "in cucina"
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GLI
ITINERARI SICILIANI DEL GUSTO |
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 Uno
degli itinerari enogastronomici più semplici, ma proprio per questo
facilmente organizzabile in modo indipendente da qualsiasi turista, prevede
l’arrivo a Catania, città ricca di bellezze artistiche, per poi visitare i
paesi etnei, tra cui un posto d’onore spetta sicuramente a Castiglione di
Sicilia, una delle città del vino: nelle sue molte aziende vinicole è
possibile gustare e acquistare i vini Doc della zona, siano essi bianchi,
rosati e rossi, già storicamente conosciuti e decantati da Plinio.
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 Siamo
nel Regno del Bianco d’Alcamo, terra che incanta per la bellezza dei
suoi paesaggi e la delizia dei suoi vini. La strada del vino attraversa
Castellammare del Golfo, Alcamo, Segesta, Scopello e Calatafimi, comuni
interessati dalla Doc Bianco d’Alcamo. Ai nobili vini di questi luoghi
fa da sfondo un mare di straordinaria limpidezza su cui si affacciano
candide spiagge e solitarie scogliere e un entroterra intriso di storia
e di tradizioni.
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 Per
trovare quella sovrapposizione di stili e di epoche che fanno di questo
un territorio unico, basta spostarsi da Erice a Trapani, da Salemi a
Marsala fino all’isola di Pantelleria, dove importanti vestigia
racchiudono millenni di storia delle civiltà del Mediterraneo. In questi
luoghi l’imponenza delle opere erette dall’uomo fronteggia, quasi a
sfidarla, la grandiosità della natura nelle sue molteplici
manifestazioni, dal mare bellissimo e cristallino ai maestosi
faraglioni, alle terme collegate a un’attività vulcanica oggi assopita.
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 La
Sicilia "nascosta" è una terra che guarda il mare da lontano, dall’alto
di un paesaggio di montagna dove la neve è da sempre amica degli
inverni, e dove gli inverni sono immersi nella solitudine e nel silenzio
delle rocce secolari e dei monti. Le Madonie costituiscono una sorta di
austero "nord siciliano" in cui l’uomo vive in un armonioso e misterioso
contatto con la natura, dimensione oggi più che mai rara. Esse
contribuiscono a donarci un profilo più ricco e complesso della Sicilia
e dei siciliani.
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