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Nel Museo sono inoltre esposti numerosi esemplari di vegetali inferiori appartenenti al comprensorio jonico-etneo, quali Alghe, Funghi e Briofite, conservati in opportuni fissativi o essiccati.

Il museo didattico "Parco delle Kentie" accoglie una piccola collezione botanica ad uso scolastico che possa servire da chiave di lettura dell’ambiente vegetale e da stimolo per future osservazioni.

Le collezioni botaniche sono tematiche e differeziate per il tipo di materiale raccolto (foglie e piante essiccate, semi, cortecce, ecc.). Nel museo sono presenti collezioni di piante: alimentari, tessili, officinali, velenose, ecc. L’obiettivo è quello di far conoscere ai giovani la grande importanza che le piante rivestono nella economia umana. 

BOSCO DI SANTO PIETRO - CALTAGIRONE

La Riserva Naturale Orientata del Bosco di Santo Pietro, distante circa 20 km da Caltagirone, è una delle aree verdi più rigogliose ed estese del Calatino. Vasta circa 2200 ettari, la riserva è localizzata prevalentemente nella parte meridionale del territorio di Caltagirone ed, in piccola parte, nell'area occidentale del territorio di Mazzarrone. Abbraccia numerose contrade, ricoprendo le vallate dei torrenti Terrana e Ficuzza e gli altipiani di Molara, Centosalme, Piano Chiazzina, Stella, Chiesa e Lupo. La riserva occupa una zona di media collina, circa 250 m s.l.m., ad una quota compresa tra 50 m s.l.m. nel vallone Terrana e 397 m s.l.m. in contrada La Grazia.

Nella parte centrale dell'area demaniale, sul Piano Chiesa, è localizzato il Borgo Santo Pietro, costituito da case residenziali e di villeggiatura; inoltre l'area demaniale comprende la Stazione Sperimentale di Granicoltura per la Sicilia, il Centro di Recupero Testuggini, che ospita circa 100 esemplari e, in Contrada Renelle, la base operativa dell'associazione di volontariato naturalistica "Il Ramarro".

Il Bosco di Santo Pietro, sotto Ruggero il Normanno, faceva parte della baronia di Fetanasmo. Questa, estesa per quasi 30000 ettari, intorno al 1100 fu data in usufrutto dallo stesso Conte ai calatini come compenso per i servizi prestatigli in campo civile e militare contro i Saraceni. La suddetta baronia fu smembrata con successive lottizzazioni finché nel 1901, con un'ordinanza, l'ex feudo di Santo Pietro fu dichiarato bene demaniale di Caltagirone.

Da tale demanio il Comune ricavava redditi derivanti dalla vendita del sughero, della legna e del carbone. I cittadini invece praticavano gli usi civici del legnatico, della raccolta di asparagi, erbe aromatiche e medicinali, funghi. Sempre agli inizi del '900, il Consiglio Comunale di Caltagirone deliberò la ripartizione di alcune terre fra i contadini più poveri. Ad una prima ripartizione, operata nel 1903, ne seguirono una seconda nel 1939 ed una terza nel 1952. Tramite queste assegnazioni l'area demaniale del bosco divenne di circa 2200 ettari, che corrispondono alla sua attuale estensione. Il Bosco è diventato Riserva Naturale Orientata con il Decreto Istitutivo del 23 marzo 1999, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana il 21 gennaio 2000. Attualmente è gestito dall'Azienda delle Foreste Demaniali della Regione Sicilia. La forte antropizzazione avutasi in passato è testimoniata dalla presenza di diversi mulini di grande valore storico, localizzati in prevalenza in Contrada Piano Insito; fra quelli che ricadono nel territorio della Riserva, di particolare interesse sono il Mulino Ramione, il Mulino Polo, il Mulino Buongiovanni, il Mulino degli Archi, il Mulino Chiesa, il Mulino Bizzinisi. Di quest'ultimo, localizzato in Contrada Bizzinisi, rimane parte delle antiche mura e della vasca di raccolta dell'acqua.

ISOLA LACHEA E FARAGLIONI DEI CICLOPI

La R.N.I. Isola Lachea e faraglioni dei Ciclopi oltre ad un valore paesaggistico, storico e culturale di indubbio pregio, preserva elementi faunistici e vegetazionali di grande valore scientifico, sia terrestri che dei piani marini sopralitorale e infralitorale. Oltre agli uccelli, presenti sia con specie stanziali che di passo, ed alla lucertola endemica Podarcis sicula ciclopica la fauna della riserva annovera numerosi invertebrati tra cui Isopodi, Diplopodi, Collemboli, Coleotteri, Imenotteri, Ortotteri e Lepidotteri, ed una ricca fauna e flora sommerse.

continua >>>

 
 

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