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5) una cavità nella roccia lavica, in cui vengono studiati gli adattamenti dei vegetali alla scarsa luminosità: una di tali cavità ospita l’Asplenium septentrionale, detto in siciliano "manuzza", una felce che proviene dalla regione alpina e che sull’Etna è piuttosto rara.

6) cisternazze, sprofondamenti avvenuti nella colata lavica, al cui interno è possibile osservare una vegetazione pioniera che varia in funzione dell’ esposizione.

Foglie di leccio7) un torrente stagionale, nel cui letto l’acqua scorre nel periodo dello scioglimento delle nevi. Lungo le sue sponde sono stati impiantati dei pioppi tremuli ed è stato realizzato anche un suggestivo ponticello che consente il passaggio da una sponda all’altra.

8) il rifugio Valerio Giacomini, che ospita una spermoteca, in cui vengono raccolti i semi delle specie vegetali presenti all’interno del giardino e al di fuori di esso.

9) una piccola stazione meteorologica per il rilevamento dei dati climatici.

Nel giardino sono state lasciate intatte testimonianze di fenomeni naturali, quali rami d’albero abbattuti dal peso della neve, tronchi decorticati a causa della scarica di fulmini o interi alberi abbattuti dal vento.

Ciò rende ancora più interessante la visita da parte del turista, perché all’interno del giardino egli potrà comprendere i rapporti che legano fra loro le specie vegetali, animali e l’ambiente a cui appartengono, godendosi nel contempo una giornata di pace in un ambiente unico e suggestivo.

MUSEO PARCO DELLE KENTIE - RIPOSTO

Il museo nasce nell'area occupata fino agli anni Sessanta dai vivai del Giardino Allegra, grazie all'iniziativa della Regione Siciliana e in particolare dell'Assessorato al Territorio ed Ambiente.  Deve il suo nome alla presenza in piena terra di 100 esemplari di Howea forsteriana, alti fino a 10 metri, che risalgono ai primi del Novecento e costituiscono un ambiente unico nel territorio regionale. Con l’esigenza di conservare e ampliare questo patrimonio, rendendolo fruibile dal punto di vista culturale e didattico, il Comune di Riposto ha affidato, con un’apposita convenzione, l’organizzazione e la gestione scientifica di tale area al Dipartimento di Botanica dell’Università di Catania. Data la singolarità dell’impianto, il giardino è stato destinato unicamente alla coltivazione di Palme e, pertanto, arricchito con altre 70 differenti specie, in massima parte ubicate all’aperto grazie alle favorevoli condizioni climatiche.

La ricchezza di tale collezione, unitamente al suo carattere esclusivo per il territorio etneo, offre ai visitatori un esempio della straordinaria varietà, morfologica ed ecologica, che contraddistingue una delle più grandi e complesse famiglie di piante, di rilevante interesse ornamentale ed economico. Il giardino copre un’area di 9000 mq con superficie pianeggiante, irregolarmente triangolare, che ricade all’interno del territorio urbano.

Il substrato, denominato localmente chiancone, è d’origine alluvionale ed è costituito da un complesso detritico-clastico derivato dallo smantellamento di antichi centri eruttivi. Il bioclima è di tipo termomediterraneo subumido con ampio deficit idrico nei mesi estivi. La serra Sorge di fianco all'edificio predisposto a museo-erbario e ospita palme meno rustiche.

Queste piante richiedono temperature di 20 °C o più, perché provengono dalla giungla tropicale e amano i luoghi ombrosi e umidi. Il museo botanico fornisce, mediante campioni rappresentativi, una costante documentazione della diversità, della variabilità e della distribuzione della flora del territorio jonico-etneo. Tutti i campioni sono corredati di un'etichetta applicata al foglio dell'erbario, sulla quale è riportato il nome della pianta, la data di raccolta, il nome del raccoglitore, la località geografica e, talora, indicazioni sul suo habitat. I campioni, a loro volta, sono riuniti in cartelle archiviate in armadi appositi, forniti di scomparti, per una rapida consultazione. L'erbario costituisce uno strumento indispensabile a tutti coloro che si occupano di botanica.

continua >>>

 
 

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