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Questo
spazio culturale vuole anche costituire un atto
di omaggio a tutti i caduti della Battaglia di
Sicilia ma anche servire da insegnamento per
custodire gelosamente la pace come bene
essenziale e prioritario per l’umanità. Il Museo
si sviluppa su tre elevazioni fuori terra ed
occupa una superficie di circa 3.000 metri
quadri; di questi, una parte rimane riservata ad
esposizioni tematiche e temporanee. Nel suo
continuo svolgersi, il museo propone attraverso
ambienti ricostruiti, le condizioni che
caratterizzavano la vita prima, durante e dopo
l’evento bellico con simulazioni, proiezioni ed
esposizione di reperti sempre rigorosamente
originali. L’area d’ingresso consente un primo
approccio al tema con la presentazione, su
pannelli, dei principali avvenimenti storici che
hanno caratterizzato gli anni a seguire la prima
guerra mondiale. Entro una "saletta
cinematografica" (1), il visitatore può seguire
un filmato introduttivo sulla seconda guerra
mondiale e sugli eventi immediatamente
precedenti lo sbarco degli Alleati.
Varcato
l’arco d’accesso all’area museale si perviene
entro una luminosa piazzetta siciliana (2). Vi
prospettano le case con i loro interni carichi
di vita privata. L’ambiente successivo (3)
presenta un cortile buio dove si affacciano le
case dalle porte sbarrate. La direzione verso
cui proseguire la segnala un’unica lampadina che
invita ad entrare entro un rifugio antiaereo
(4). Il dramma di chi era stato fortunato a
trovare posto entro il rifugio, si perpetra ora
sotto le sembianze del ricostruito scenico. Gli
effetti dei bombardamenti caratterizzano
l’uscita dal rifugio (5). Il selciato prende in
salita e dopo una prima svolta ci porta davanti
alla finestra di una casa diroccata entro la
quale si continuano a vedere filmati dei
bombardamenti aerei su Palermo, Catania e
Messina. La strada si fa erta (6), stretta tra
le facciate di case sempre chiuse, indifese;
fioche lampade illuminano manifesti murali che
comunicano agli abitanti fatti che stanno
avvenendo oltre l’Italia, in nord Africa. La
popolazione, ignara di tutto, suo malgrado
aspetta attonita gli eventi che da un momento
all’altro potrebbero interessare l’Isola.
L’ambiente che dà inizio al percorso del primo
piano presenta la simulazione formale di un
mezzo da sbarco (7) ed è come se il visitatore
facesse parte del gruppo dei giovani
anglo-amercani che stanno per sbarcare sulle
coste sud orientali della Sicilia. Sullo schermo
frontale scorrono le immagini storiche di quei
momenti. I pannelli fotografici che seguono
mostrano azioni militari successive allo sbarco;
queste proseguono ancora in un grande schermo
che propone momenti della prima avanzata e la
controffensiva dei soldati dell’Asse (8). La
forma ottagonale che in vari momenti torna a
proporsi lungo il percorso museale, caratterizza
la successiva sala (9); al centro, il piano di
un tavolo ottagonale su cui si eleva la sagoma
della Sicilia, si anima di forme e colori con
scene che vengono proiettate dall’alto mentre
una voce fuori campo narra, per sintesi, gli
eventi.
Quattro
distinti monitor, alle pareti, presentano gli
avvenimenti ripresi dai cineoperatori di guerra
che momento per momento seguirono il conflitto.
Le sale successive contengono principalmente
vetrine entro cui sono esposti reperti
appartenenti ai distinti eserciti: italiano
(10), tedesco (11), americano (12) e inglese
(13). Il visitatore può, in questo tratto, avere
un momento di sosta entro una apposito ambiente
(15). La successiva sala (16) ha una presenza
ingombrante: un bunker, reso al vero, espande la
sua mole su tutto lo spazio. Il visitatore che
entra nel fortilizio (17) subisce l’urto della
sorpresa di due militari italiani intenti
"veramente" ad usare la mitragliatrice contro
fantomatici nemici che vengono loro incontro
attraverso simulazioni filmate. Lungo le pareti
della sala (18) vengono mostrate altre tipologie
costruttive di bunker edificati lungo le coste e
le principali vie di penetrazione dell’Isola. Le
opere di difesa costiera sono accompagnate dagli
armamenti che dalle postazioni ostacolarono
l’avanzata degli Alleati. Salendo da una scala
circolare, ricavata entro l’anima di una vecchia
ciminiera, il visitatore si trova nell’area che
rievoca le battaglie combattute tra gli Alleati
ed i soldati dell’Asse, a cominciare da quella
della piana di Gela nei pressi di Castelluccio.
Le principali battaglie di Gela (19), di Ponte
Primosole (20) e di Troina (21) sono state
riproposte su plastici tridimensionali
accompagnati da una serie di pannelli
fotografici che mostrano momenti bellici i cui
scenari sono fin troppo noti.
Una delle sale (22) accoglie un monitor che
mostra momenti dell’avanzata angloamericana; nell’ultima di
questa zona (23) un’altro monitor illustra i
momenti del passaggio delle truppe tedesche da
Messina alla costa calabra. Lo spazio si amplia
(25) per mostrare al centro alcune
mitragliatrici. Ma l’attenzione principale il
visitatore la dedicherà alla prima delle vetrine
(26) dove campeggia, su fondo nero la figura
isolata del capo di stato della Germania, Adolf
Hitler, reso nelle proprie sembianze dagli
artisti cerai di Londra.
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