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Di
un certo interesse i due strumenti esposti: una
spinetta utilizzata da Vincenzo Tobia, nonno del
compositore, e un pianoforte verticale inglese
adoperato dal fratello di quest'ultimo. La sala
D è di particolare interesse; vi sono raccolti,
infatti, numerosi manoscritti musicali
autografi: composizioni degli anni giovanili,
dal 1811 al 1819, lavori realizzati nel periodo
di studi napoletani, le partiture di Adelson e
Salvini, de I Capuleti e i Montecchi e della
seconda edizione de I Puritani, oltre ad abbozzi
dell'incompiuto Ernani, poi sostituito da La
Sonnambula. Notevole è anche un pianoforte a
tavolino. Nell'ultima sala, la E (un tempo
probabilmente la cucina), sono esposti oggetti
legati alla traslazione della salma di Bellini
avvenuta nel 1876 da Parigi a Catania: la bara,
una maschera mortuaria del Danton, fotografie e
riproduzioni della cerimonia. Nel corso degli
ultimi anni la direzione del Museo ha proceduto
all'acquisto di altri importanti cimeli e
documenti, tra cui, nel 1985, un fortepiano
appartenuto al musicista e, nel 1992, una
lettera di Giuditta Pasta, una di Giuditta
Turina (con cui il compositore allacciò una
tormentata relazione amorosa) e una di Giovanni
Pacini, oltre ad una partitura de La Sonnambula.
Maggiori Info: 095/7150535; Catania, p.zza S.
Francesco, 3.
CAPPELLA BONAJUTO
Basilica
bizantina, databile tra il VI e il IX secolo d.
C., è oggi utilizzata come spazio espositivo e
sala convegni. La basilica, che ha retto a
numerosi terremoti, è ubicata sotto il livello
della strada, inglobata dalle fondamenta del
palazzo nobiliare della famiglia Bonajuto.
Restaurata e recuperata sapientemente, consta di
numerosi ambienti risalenti ad epoche diverse,
in parte medievali e in parte quattrocenteschi,
che ospitano le attività a servizio della visita
al monumento. La
cappella si trova nel cuore della Civita,
quartiere anticamente abitato dall'aristocrazia
cittadina. Costituisce il monumento meglio
conservato della Catania pre-terremoto, si data infatti nel VI-VIII
secolo dopo Cristo. Nel XIV secolo diventa
proprietà della famiglia Bonajuto, per volere
delo re Martino, che la utilizza come sepolcreto
e cappelletta di famiglia.
Nel 1500 è edificato il palazzetto che si
appoggia alla cappella, del quale sono ancora
oggi visibili alcuni resti. Restaurata negli
anni trenta sotto la direzione del grande Paolo
Orsi, è stata recentemente recuperata e resa
fruibile a turisti e visitatori.
Maggiori Info: 095/321338; Catania, via Bonajuto,
5-13.
CASA-MUSEO
"GIOVANNI VERGA"
Ubicata
al secondo piano di un palazzo ottocentesco, è
la dimora in cui Giovanni Verga (1840-1922)
trascorse la sua infanzia, visse e morì.
Monumento nazionale dal 1940, divenne nel 1991
museo regionale, conserva gli arredi ed i libri
che appartennero a Giovanni Verga. Il salotto è
un'ampia stanza oggi arredata con bacheche che
espongono riproduzioni di manoscritti verghiani
(gli originali sono custoditi presso la
Biblioteca universitaria regionale di Catania).
Sulla parete destra, una cornice datata 1920
racchiude un diploma con decorazioni floreali e
soggetti campestri dipinti da Alessandro Abate,
dono dei soci del Circolo Unione allo scrittore
in occasione del suo ottantesimo compleanno. In
un angolo un busto del Verga, scolpito dallo
scultore Bruno, e, su un tavolino, custodita in
una teca di legno, una maschera di cera che
riproduce il volto di Giovan Battista Verga
Catalano, padre dello scrittore. Nella
biblioteca, lungo le pareti sono disposte sei
librerie di noce scuro, che custodiscono più di
2500 volumi, libri personali di Giovanni Verga.
I
volumi, caratterizzati dall' eleganza
dell'editoria ottocentesca, portano ancora le
iniziali dorate "GV". Tra gli oltre 2600 volumi
figurano opere di Giacosa, Oriani, Rod, Capuana,
Di Giacomo, Deledda, Marinetti, Borgese,
Villaroel, nonché di autori russi e francesi
come Turgenev, Dostoevskij, Tolstoj, Gorkij,
Flaubert, Maupassant, Dumas, Zola. Alle pareti,
un'immagine di Antonino Abate, precettore del
Verga, ed un ritratto dello scrittore, opera di
Amedeo Bianchi; su di un mobile, una targa di
ottone su marmo bianco con la dedica della
cittadinanza di Catania allo scrittore in
occasione delle celebrazioni per il suo
ottantesimo compleanno. La camera da letto è un
grande ambiente estremamente semplice, con
salottino e caminetto. L'arredamento è sobrio:
un letto, un pesante armadio, dove sono
contenuti abiti e cappelli d'epoca, un mobile
con specchiera, due poltrone ai lati del
caminetto. Alle pareti vi sono ritratti di
familiari e due fotografie incorniciate, opera
di Michele Grita, che raffigurano il Verga e il
nipote Marco.
Maggiori Info: 095/7150598; Catania, via Sant'Anna,
8.
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