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L'offerta museale della
Provincia di Catania
La
maggior parte dei riferimenti riguardanti le
risorse turistiche della Sicilia, quando non si
rivolgono al sole, al mare e all'Etna, mettono
immancabilmente in evidenza le straordinarie
testimonianze archeologiche, che rimandano alla
storia antica della regione, e le altrettanto
straordinarie realizzazioni barocche che, specie
nell'area orientale, ne improntano
architettonicamente e urbanisticamente quella
moderna. Tra gli elementi forti di questo
patrimonio, dei quali si tende spesso a
trascurare l'importanza, sono i Musei. Quegli
stessi musei che un po' dappertutto in Italia,
se per qualche aspetto mostrano ancora la
vecchia immagine di statici e poco ospitali
contenitori di memorie del passato, per altri si
sforzano di acquisire una dinamica e più
fruttifera funzione di confronto e stimolo
culturale.
IL MUSEO
CIVICO BELLINIANO

Collocato nella casa natale di Vincenzo Bellini
al numero civico 3 di Piazza S. Francesco a
Catania, il Museo Belliniano fu inaugurato il 5
maggio del 1930. In questo edificio Bellini,
nato il 3 novembre del 1801, trascorse circa
sedici anni prima di trasferirsi nella casa del
nonno paterno e di partire, nel 1819, per
Napoli. Il museo, che occupa, tre stanze e due
piccoli vani (cui va aggiunto un minuscolo
ingresso), è disposto in modo tale da
"accompagnare" l'evolversi della vita e della
carriera del compositore, dalla nascita fino
alla morte: il percorso, infatti, passa,
attraverso l'alcova, nella quale nacque Bellini,
per concludersi nella piccola stanza funeraria.
Nella sala d'ingresso, dove troneggia un dipinto
Apoteosi del Bellini di Michele Rapisardi, sono
disposti dei modellini di scena che
rappresentano, come in un teatrino, le dieci
opere composte dal celebre musicista catanese:
Adelson e Salvini (1825), Bianca e Fernando
(1826), Il pirata (1827), La straniera (1829),
Zaira (1829), I Capuleti e i Montecchi (1830),
La sonnambula (1831), Norma (1831), Beatrice di
Tenda (1833), I puritani (1835).
Nella
prima sala, denominata sala A, si trovano alcune
stampe raffiguranti Catania ai tempi in cui
Bellini vedeva la luce, e le varie delibere
adottate dal governo della città a favore dello
stesso musicista, dalla borsa di studio di 36
onze annuali che gli permise di studiare a
Napoli fino all'erezione di un monumento. Nella
sala successiva, sala B, viene esibito un
clavicembalo di proprietà di un cugino
dell'artista, che si vuole utilizzato da Bellini
nel 1832 per eseguirvi la Norma, al rientro
nella città Natale. La sala contiene, tra gli
altri cimeli, una bella raccolta di immagini del
Maestro, tra cui un ottimo ritratto a stampa di
Girolamo Bozza sul famoso disegno di Natale
Schiavoni (1830) e un piccolo busto, realizzato
pochi mesi prima della morte del musicista, da
Jean-Pierre Dantan. Un'ampia vetrina centrale
ospita numerosi oggetti di proprietà
dell'artista, come due preziosi orologi, alcune
piccole posate, due calamai, fazzoletti, spille
d'oro, due belle miniature della celebre
cantante Maria Malibran, interprete prediletta
del compositore. Alcune bacheche murali
raccolgono una vasta documentazione originale
sul decesso di Bellini a Puteaux, in Francia:
stampa e fotografia della villa della famiglia
Levys dove il compositore chiuse la sua
esistenza; la nota lettera autografa di Rossini
che annunciava la scomparsa del musicista,
l'atto di morte, il referto medico e una copia
della pagina del registro civile di Puteaux con
l'annotazione del decesso. La sala C, che si
pensa dovesse servire in origine da camera da
letto, ospita una raccolta iconografica di vari
periodi della vita di Bellini nei diversi luoghi
dove si svolse la sua carriera, da Catania a
Napoli, da Milano a Palermo, da Londra a Parigi.
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