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Elegantemente decorati sono
la volta e le pareti dell'imponente scala
principale d'accesso al palazzo, progettata da
uno degli esponenti più famosi dell'architettura
nissena dell'800, l'ing. Luigi Greco (peraltro
dipendente dell'Ufficio tecnico provinciale). A
lui si deve anche il progetto dell' aula
consiliare, che ai lati della volta riporta
effigiati tutti gli stemmi dei comuni
dell'antica provincia di Caltanissetta (quando
ancora comprendeva i comuni dell'Ennese) e le
decorazioni dovute all'artista palermitano
Giuseppe Cavallaro.
Al centro del soffitto il
grande dipinto (10 x 5 metri circa) del pittore
Salvatore Frangiamore di Mussomeli (1853-1915),
realizzato nel 1902 e raffigurante Cicerone che
perora ad Enna contro Verre: un tema
suggeritogli dallo storico Giovanni Mulè Bertòlo,
all' epoca segretario capo della Provincia.
Di
autori non identificati sono gli affreschi delle
volte delle sale che immettono all'Ufficio di
presidenza, due dei quali riproducono panorami
locali (il ponte Capodarso e il Castello di
Pietrarossa), mentre gli altri sono ispirati a
vari temi, anche mitologici. Nella stanza del
segretario generale (già sala della deputazione
provinciale) sei grandi medaglioni affrescati ai
lati del soffitto riproducono altrettanti
personaggi illustri nisseni dei secoli scorsi:
Camillo Genovese da Caltanissetta, Prospero
Intorcetta da Piazza Armerina, Filippo Cordova e
Gaetano Scovazzo da Aidone, Giuseppe Alessi da
Castrogiovanni e Paolo Emiliani Giudici da
Mussomeli. Passando alle sculture, da segnalare
innanzitutto le due di Michele Tripisciano nella
stanza del presidente: la prima intitolata "Quei
tempi non tornano più...", un mezzobusto in
terracotta raffigurante il "primo studio dal
vero di un vecchio settantacinquenne", per
citare le parole incise dallo stesso autore
dell'opera, realizzata a Roma nel 1883; la
seconda è invece un mezzobusto raffigurante il
Petrarca, che reca la data del 1875 (quando,
cioè, lo scultore aveva appena 15 anni),
conservata per tanti anni nell'Istituto
provinciale "Umberto I”. Al Tripisciano è stato
anche attribuito il gesso del "Bambino sdraiato"
(corridoio antistante l'aula consiliare), con
anno di realizzazione indicato nel 1913, cioè
l'anno della morte dell'artista. Nello stesso
corridoio è sistemato l'altorilievo in
terracotta raffigurante "Il rimprovero di
Socrate", di Vincenzo Biangardi (1860-1890),
autore - assieme al padre Francesco - dei gruppi
sacri del giovedì santo. Dello stesso autore è
il bozzetto in gesso e legno del monumento
funebre ad Ugo Foscolo, nella stanza del
presidente. Sorvolando su altre sculture di
autori moderni, un riferimento infine ad alcuni
quadri di ritrattisti dell'800.
Del già citato Frangiamore si
conserva (nella stanza del direttore generale)
il ritratto di Giuseppe Giudici, deputato al
Parlamento - che del pittore fu il mecenate,
realizzato nel 1891 (opera replicata l'anno dopo
per il Comune di Mussomeli). Ad Andrea
Castrogiovanni - anch'egli valente artista di
origine palermitana - si devono invece i
ritratti del barone Rigilifi (stanza del
presidente del Consiglio provinciale) e dell'
avvocato Tumminelli (stanza del segretario
generale), quest'ultimo realizzato nel 1884.
Diversi particolari del
Palazzo Provinciale di Caltanissetta
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