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Un
duplice omicidio che commosse l'opinione
pubblica dell'epoca e destò grande scandalo. La
vicenda raccontata attraverso un poemetto in
vernacolo siciliano, "L'amaro caso della
baronessa di Carini" , ha consegnato alla
leggenda popolare questo castello fondato
durante il regno di Ruggero II tra il 1075 e il
1090. In quelle stanze affacciate sull'omonimo
golfo il 4 dicembre del 1563 si consumò
l'eccidio di Laura Lanza e del suo amante
Ludovico Vernagallo per mano del marito e del
padre di lei, Don Cesare Lanza. Il castello fu
profondamente ristrutturato nei secoli,
soprattutto ad opera della famiglia dei
Grua-Talamanca.
Al piano terra si trova il
Salone delle Derrate, trasformato
successivamente in biblioteca, dove si possono
ammirare due begli archi di pietra risalenti al XV sec. sostenuti da un robusto pilastro. Al
piano superiore, entrando nel Salone delle Feste
anch'esso del XV sec., si resta affascinati dal
soffitto ligneo a cassettoni impreziosito da
motivi decorativi a stalattiti, tipici del
gotico catalano. Da qui si accede alla torre
quadrangolare ingentilita da una bifora e
coronata da mensole e decorazioni vegetali.
Nel
lato est rimane da vedere: in una stanza un
lavatoio in pietra di “Billiemi”; una cappella
affrescata a trompe l’oeil (XVII-XVIII sec.),
una statua in marmo della “Madonna di Trapani”
attribuita a G. Mancino, scultore del XVI
secolo. Dentro la cappella si ammira un
bellissimo tabernacolo ligneo del primo decennio
del’600, con colonnine corinzie che scandiscono
prospettivamente lo spazio. Un matroneo ligneo
permetteva la vista del piano superiore.
Esternamente alla cappella, una porticina porta
al bastione, dove sono visibili i resti di un
muro perimetrale. Uno scalone in pietra di Billiemi , opera dell’architetto Matteo
Carnalivari, conduce al piano superiore ( XV
secolo). Lì troviamo un portale marmoreo con una
scritta: Et Nova Sint Omnia che è la
continuazione di un’altra scritta che si trova
su un altro portale marmoreo nel lato Sud-Ovest,
oggi crollato, Recedant Vetera.
Dall’ esame
stilistico dei portali si evince che si tratta
di scritte probabilmente del XV secolo. Si
riferiscono, a lavori di ristrutturazione che
subì il castello alla fine del’400 per
cancellare il suo aspetto medioevale non più
confacente all’epoca.
Diversi particolari del
Castello di Carini
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(clicca sulle
foto per ingrandirle) |
Come si raggiunge
Dall'autostrada
Palermo-Mazara del Vallo, uscendo dallo svincolo
per Carini e proseguendo sulla strada statale
113 in direzione Trapani, sino al bivio con la
comunale per Carini.
Per raggiungere il Castello
basta percorrere il Corso Umberto I e salire i
gradini della Badia. Si hanno così, davanti, la
porta e le possenti mura medievali dell’ XI e
XII secolo che un tempo tracciavano l’antico
borgo.
Indirizzo: Centro urbano, via Termitana 2
Maggiori Info:
http://www.comune.carini.pa.it/castello.htm
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