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Vestibolo Eros e PanPan, dio dei pastori, dei cacciatori, del bestiame e dei boschi, è rappresentato con i capelli incolti, con la barbetta appuntita e con le corna di capra. Secondo alcuni Pan (ogni cosa) rappresenta tutte le cose: con le corna il sole e la luna, con il viso l'aria, con il folto pelo gli alberi e gli animali, col piede di capra la solidità della terra. In suo onore si celebravano i Lupercalia, feste di purificazione che si tenevano il 15 febbraio di ogni anno. Eros, che i romani chiamavano Amore e Cupido, è rappresentato come un bambino alato. Nell'anticamera i camerieri di fiducia (cubiculari) vegliavano sul sonno del padrone e nelle giornate di caldo gli facevano aria. Ma, forse, è bene sapere che i Romani erano più amanti del freddo che del caldo; fin da piccoli si abituavano a dormire d'inverno in stanze appunto piccole, non riscaldate, spesso chiuse solo da tende mobili, anziché da porte, acquistando così una maggiore resistenza alla vita all'aperto e alle malattie delle vie respiratorie.

Il letto ad un posto veniva accostato alla parete di fondo dell'alcova, mai col lato minore rivolto verso l'uscio del vano perché in tale posizione veniva sistemato il catafalco del morto. E a quanti ritengono che lo "ius primae noctis" cioè il diritto conferito al barone sulle vergini della baronia nella prima notte di nozze, fosse un'invenzione medievale, ricordiamo che presso i Romani vigeva già il "diritto di alcova", che attribuiva al Dominus della villa il diritto di possedere tutte le schiave vergini. Il "modello di virtù" della donna romana legata alla tradizione ha subito un'evoluzione giuridica e un'emancipazione largamente permissiva.

A partire dalla fine della Repubblica il matrimonio ha per obiettivo primario la procreazione di futuri cittadini degni della città. Amore e matrimonio non sono la conseguenza uno dell'altro, senza tuttavia voler negare l'esistenza di matrimoni felici. Sovente il matrimonio era combinato fra due famiglie unicamente per ragioni di interesse. Di qui muovono le ragioni di una poligamia di fatto che i romani praticavano per il piacere.

La situazione degenera, a tal punto, che Giovenale e Marziale citano donne che si sono sposate 5 volte, e anche 10, in soli 5 anni. L'imperatore Vespasiano, scrive Svetonio, aveva molte concubine. Commodo possedeva addirittura un harem di 300 concubine, il biografo di Eliogabalo scrive che l'imperatore non dormi mai due volte con la stessa donna. Domiziano si concedeva lussuriose scorribande sessuali, compiacendosi di definirle "ginnastica del letto".

42. FANCIULLI CACCIATORI E ALCOVA DEI FIORI - cubiculum

Stanza con alcova rettangolare, sicuramente adibita a camera da letto per il figlio del DOMINUS. La scena a soggetto floreale, mosaicata nel pavimento dell'alcova è divisa in tre registri. Nel primo e secondo registro compaiono delle fanciulle che raccolgono rose e intrecciano nastri di rose.Nel terzo registro un ragazzo trasporta sulle spalle una pertica con appesi due cesti colmi di rose. Nella parte centrale della stanza, sempre su tre registri, sono raffigurati dei fanciulli intenti alla caccia.

43. LA GRANDE BASILICA - basilica

L'aula basilicale è la stanza regale. L'ambiente era costituito da una navata rettangolare (m.23,30 x 16,30) con ingresso adorno di due colonne e di una gradinata di accesso, in asse col centro del peristilio e in corrispondenza della terra fra i due mari raffigurata nel grande mosaico della caccia simboleggiante la città di Roma unificatrice dei popoli;in fondo un emiciclo o abside (m.11 x 6,5), originariamente doveva contenere una statua di Ercole. Al centro vi era un podio per il magistrato. Era la sala di rappresentanza per i ricevimenti nelle ville private dell'aristocrazia. Questo era un modo per il Dominus di esibire la propria posizione sociale di fronte alla clientela. Il problema dei rapporti fra basilica pagana e basilica cristiana è oscuro; ma e quasi certo che quest'ultima sia l'erede di quella, almeno sotto il profilo architettonico.

44. VESTIBOLO DI POLIFEMO - vestibulum

Gli ambienti 44-45-46 vengono interpretati come l'appartamento privato della Domina. Il vestibolo, o anticamera, è un ambiente (m.5,50 x 5,30) che introduce nel cubicolo con alcova, o vano letto, della Domina con scena erotica e con la sala absidata. La scena musiva si svolge in una grande caverna dell'etna.Polifemo, raffigurato con barba folta e capelli annodati a onde, èseduto. Il mosaico pavimentale illustra la scena omerica di Ulisse, l'eroe greco che incanta Polifemo, mostro con un solo occhio in mezzo alla fronte, che aveva divorato, in tre pasti, sei suoi uomini.

continua >>>

 
 

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