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Lungo tutto il perimetro murario si svolgono
anche i camminamenti di ronda merlati, scomparsi
per la maggior parte, tranne per alcuni brevi
tratti. Essi si dispongono a circa 4 m.
d'altezza e si internano nella medesima cortina
con una profonditā di circa cm. 70.
L'ingresso
principale al cortile fortificato si trova
nell'angolo di nord-est e ha la forma di un
avancorpo, aggettante verso settentrione di
circa m. 12.
La soglia di tale ingresso immette in un piccolo
cortile, forse salvaguardato dalla presenza di
una torretta, un tempo anch'essa aggettante
dalla cortina muraria principale, ma adesso
crollata. Dal piccolo cortile al grande cortile
si accede tramite una rampa di scale intagliata
nella roccia.
Il baglio č oggi occupato da un agrumeto che
occulta buona parte delle strutture superstiti.
Fino a qualche decennio fa dovevano esservi
molti cisterne e silos scavati nella roccia,
oggi del tutto interrati e poco o per nulla
visibili. La torre mastra sorge lungo il lato
occidentale del cortile principale.
Dell'edificio
oggi rimangono solo dei grossi monconi, dai
quali č possibile ricostruire solo con parziale
esattezza l'aspetto originario di questa
fortificazione: essa possedeva una pianta
cilindrica e apriva sul baglio il suo unico
ingresso, caratterizzato da un arco a tutto
sesto composto da blocchetti di pietra calcarea.
Si puō ancora misurare lo spessore murario
dell'intero edificio, quantificato in circa m.
1,50, uniforme in tutta l'altezza. Solo in
seguito, probabilmente durante alcuni
rifacimenti della torre, si aggiunge una
scarpatura non ammorsata lungo l'intera
circoferenza, alta dal piano di campagna m. 7,60
e spessa alla base m. 2,20. Dai pochi dati
adesso disponibili, si evince che un tempo la
struttura avesse una pianta interna a forma
ottagona del diametro di m. 8. Ciascun angolo
dei lati interni dell'ottagono probabilemte si
allungava non oltre un terzo dell'intera altezza
della torre, al fine di formare costolonature
necessarie a reggere una volta di copertura.
In
ogni lato dell'ottagono si aprivano saettiere
fortemente strombate, delle quali oggi rimangono
solo pochi esempi. Come č anche possibile
apprendere da alcuni documenti storici, la torre
doveva possedere in tutto tre piani, oltre il
terrazzo merlato, cosė da raggiungere un'altezza
complessiva di 15/18 metri.
Il pian terreno,
"turri d'abbasciu", si componeva di un'unica
stanza; infine, gli altri due piani accessibili
attraverso scale lignee, si ricavavano per mezzo
di altrettanti solai, uno detto "di immenzu",
l'altro "di susu".
Particolari di
Chadra
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(clicca sulle
foto per ingrandirle) |
Come si raggiunge
Contrada Gādera da
Francofonte; scendendo per via Tripoli
attraversare il ponte Canali; prendere a drestra
la strada Costa Canali; al bivio con l'ex strada
regia svoltare a drestra (direzione Scordia);
dopo 650 m, nella contrada Gādera, un breve
tratto di strada interpoderale porta a destra
verso i ruderi del castello; in linea d'aria
dista 500 m dal castello di Francofronte
direzzione nord/nord-est.
Ossena
Un
piccolo abitato, ricordato con il toponimo di "Essena",
sarebbe giā esistente intorno al 1093 d.C. Nei
secoli successivi il medesimo insediamento
sembra ricoprire il ruolo di casale, secondo
quanto denunziato da documenti del 1296 e 1310.
Solo nel 1354 lo storico Michele da Piazza
ricorda Ossena in qualitā di "arx",
lasciando probabilmente intendere l'esistenza di
un edificio fortificato, costruito per
salvaguardia e controllo del medesimo
insediamento.
continua >>>
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