|
<<< segue
.gif) |
Nel 1090 il conte normanno
Ruggero occupò Caltabellotta e concesse
all'archimandrita del monastero del San
Salvatore di Messina il feudo, il monastero e la
Chiesa di Caltabellotta. Lo stesso feudo e gli
stessi privilegi vennero concessi, nel 1496 al
nobile Antonio Peralta. La città ebbe un ruolo
significativo durante la guerra del Vespro. Come è noto, il trattato di
pace che pose fine al conflitto tra Aragonesi e
Angioini venne firmato a Caltabellotta il 29
agosto 1302. La contea di Caltabellotta passò
nel 1529, alla famiglia Luna che rimase
coinvolta nel famoso "caso di Sciacca" e, per
questo, perse momentaneamente tutti i beni, che
le vennero restituiti, però poco tempo dopo dal
sovrano Carlo V. Successivamente passo alle
famiglie Pignatelli, Moncada, Alvarez Toledo.
Molte delle Chiese e dei monumenti medievali
sono andati distrutti, ma la città conserva
ancora un significativo patrimonio artistico. Le naturali condizioni
dell'ambiente e del paesaggio, e le ottime
condizioni climatiche, costituiscono le premesse
valide per lo sviluppo di una zona residenziale
che offre i vantaggi di un soggiorno di alta
montagna.
.gif) |
Sambuca di Sicilia
Gli
Arabi la chiamarono Zabuth e la costruirono alle
pendici del Monte Genuardo, tra il fiume Belice
e il Sosio, a 350 metri sul livello del mare.
Mantenne l'antico nome anche quando Guglielmo.
Il concesse il caso ai monaci di San Martino
delle Scale. Ancora nel 1185, infatti, viene
indicato con la denominazione di Rahal-Zabuth.
Qualche secolo dopo, la giurisdizione passò alla
famiglia romana Barberini e successivamente
quella dei Beccadelli di Bologna dei Principi di
Camporeale. Il terremoto del 1968 ha
irrimediabilmente danneggiato l'antico abitato,
che ha rappresentato l'esempio migliore, in
Sicilia, di struttura urbana tipicamente araba.
Ma, dopo il terremoto, i Sambucedi non hanno più
abitato nelle modeste case e nelle vie brevi e
tortuose del vecchio centro. Sono stati
costretti, infatti, a emigrare ed ad accamparsi
momentaneamente in tende e baraccopoli. Nel 1923
il paese ha assunto il nome di Sambuca di
Sicilia.
Tra i suoi monumenti merita
attenzione la Matrice di origine medievale, più
volte riedificata ed in particolare nell'anno
1642. Esiste ancora qualche opera del pittore
Frà Felice da Sambuca. Un suo affresco, ad
esempio, si trova nella chiesa di Santa
Caterina. Per quanto concerne l'edilizia civile,
si ricordano i palazzi Panitteri e Beccadelli.
Dopo il terremoto, l'economia del paese è
notevolmente decaduta. Le attività principali sono
costituite dall'agricoltura e dalla zootecnia.
Buona è la produzione soprattutto vino e di
olio. Sviluppato e rinomato è l'artigianato
della creta, con aziende che realizzano vasi per
l'olio, recipienti per l'acqua, tegole. |